Nell’alta Val di Vara, dove Liguria, Emilia e Toscana quasi si toccano, sorge un borgo che ha una forma diversa da tutti gli altri. Si chiama Varese Ligure, ma tutti lo conoscono come il Borgo Rotondo. E la sua forma non è un caso.

Un borgo pensato come fortezza

Nel XIII secolo i conti Fieschi, investiti del titolo di feudatari dall’imperatore Federico I, decisero di costruire qui un insediamento con una funzione precisa: difendersi. Il progetto prevedeva case in muratura disposte a ellisse, senza aperture verso l’esterno, capaci di fungere da vera e propria cinta muraria.

Poco dopo sorse anche il castello, con la sua torre offensiva e il torrione cilindrico che si vedono ancora oggi. Con il tempo l’edificio perse la funzione militare e venne usato persino come carcere. Oggi è restaurato, di proprietà comunale, e ospita mostre ed eventi.

Camminare tra i portici del Borgo Rotondo resta un’esperienza fuori dal comune. La forma ellittica si percepisce bene a piedi, ma è dall’alto — magari da un drone o da una foto panoramica — che si apprezza davvero.

Il paese che ha fatto della sostenibilità la sua identità

C’è un altro motivo per cui Varese Ligure merita attenzione, ed è meno noto della sua forma. Il comune è stato il primo in Italia a ottenere le certificazioni ambientali ISO 14001 ed EMAS. Nel 2004 l’Unione Europea lo ha premiato come miglior comunità rurale del continente.

Questo riconoscimento non è arrivato per caso. Il territorio ha costruito negli anni il Biodistretto Val di Vara, un modello in cui circa il 95% delle produzioni agricole e zootecniche segue criteri biologici. Non è un dettaglio da guida turistica: è il motivo per cui Varese Ligure viene chiamato, informalmente, “il paese tutto bio”. Chi visita il borgo trova spesso botteghe che vendono direttamente carni e formaggi di questa filiera, un buon modo per portarsi a casa qualcosa di autentico.

Cosa vedere oltre al centro storico

Oltre al castello e al Borgo Rotondo, vale una visita la Chiesa di San Giovanni Battista, del Seicento, che custodisce una statua lignea della Madonna della Visitazione attribuita al Maragliano e due tele dei maestri genovesi De Ferrari. In centro si trova anche la Chiesa di San Filippo Neri e Santa Teresa d’Avila.

Poco fuori dal paese resta lo storico Ponte di Grecino, a schiena d’asino, uno di quei dettagli che raccontano il ruolo di Varese Ligure come crocevia di antiche vie di scambio tra Liguria ed Emilia. Le vie che partivano da Sestri Levante e Luni verso la pianura Padana passavano proprio da qui, e questo spiega la nascita di un mercato fiorente già in epoca medievale.

Chi ha più tempo può esplorare le numerose frazioni del comune — Cassego, Codivara, Comuneglia, Porciorasco — immerse nei boschi dell’Appennino spezzino, perfette per chi cerca un ritmo di visita lento.

Come arrivare

Varese Ligure si trova a circa 55 km da La Spezia, 28 km da Sestri Levante e 74 km da Genova. Non ha una stazione ferroviaria, quindi il modo più comodo per arrivare resta l’auto, seguendo le strade transappenniniche SP523 o SS523.

Chi viaggia senza macchina può contare sui bus dell’Azienda Trasporti Consortile (ATC), che collegano il borgo alla stazione FS di Sestri Levante e alla stazione di La Spezia (Chiodo). Il tragitto in autobus da Sestri Levante richiede circa un’ora, quindi conviene organizzare la giornata con un certo margine di tempo, controllando sempre gli orari aggiornati sul sito del Comune prima di partire.

Varese Ligure non è un borgo da spuntare in una checklist veloce. È un luogo che racconta, nella sua forma e nelle sue scelte agricole, come un piccolo paese di montagna possa diventare un modello, restando allo stesso tempo autentico e lontano dal turismo di massa.

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Liguria, Turismo

di Martina Prigione

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