Quando si pensa al Lago Maggiore, l’immaginario va quasi sempre alla Lombardia o, ancora di più, alla Svizzera. Eppure una delle sponde più suggestive, e quella da cui si organizzano le visite alle Isole Borromee, appartiene al Piemonte, con Stresa come punto di riferimento principale.

È una parte di lago meno raccontata rispetto al Garda o al Como, ma con un patrimonio storico e paesaggistico che regge il confronto senza difficoltà.

Stresa, la Belle Époque sul lago

Stresa deve il suo sviluppo turistico alla fine dell’Ottocento, quando la nobiltà europea la scelse come meta di villeggiatura estiva. Le grandi ville liberty che si affacciano sul lungolago non sono semplici sfondi fotografici: molte sono ancora abitate privatamente, e alcune, come Villa Ducale, oggi sede di un centro studi manzoniano, sono visitabili con orari specifici, spesso ignorati da chi si limita a passeggiare sul lungolago senza fermarsi.

Un dettaglio che in pochi conoscono: Stresa fu anche sede, nel 1935, della celebre Conferenza di Stresa tra Italia, Francia e Regno Unito, ospitata proprio nel Grand Hotel des Îles Borromées, ancora oggi attivo e visitabile anche solo per un caffè nella sua hall storica, senza necessariamente pernottare.

Isola Bella: non solo il palazzo

L’Isola Bella è la più visitata delle Isole Borromee, ma la maggior parte dei visitatori si concentra solo sul Palazzo Borromeo, trascurando i giardini all’italiana che lo circondano, considerati tra gli esempi meglio conservati d’Europa in questo stile. Vale la pena sapere che i giardini ospitano ancora oggi pavoni bianchi lasciati liberi di girare, discendenti diretti di quelli portati sull’isola nel Seicento — un dettaglio che rende la visita meno “da museo” e più viva di quanto ci si aspetti.

Un consiglio pratico poco noto: la luce migliore per fotografare l’anfiteatro barocco del giardino, la struttura scenografica che chiude la visita, è nel tardo pomeriggio, quando il sole illumina di taglio le statue senza creare ombre dure sul volto delle sculture.

Isola dei Pescatori: il volto autentico del lago

A differenza dell’Isola Bella, l’Isola dei Pescatori (il cui nome ufficiale è Isola Superiore) non ha un palazzo da visitare, ma è l’unica delle tre isole ancora abitata stabilmente tutto l’anno, con una piccola comunità di pescatori che ne mantiene viva la tradizione. Le case colorate e le reti stese ad asciugare non sono una messa in scena per turisti: è ancora oggi un borgo di pescatori funzionante, con un ritmo di vita completamente diverso da quello frenetico dell’Isola Bella nei mesi estivi.

Chi cerca un pranzo autentico dovrebbe sapere che i ristoranti dell’isola servono spesso pesce di lago pescato direttamente lì, come il persico o il coregone, piatti che raramente si trovano altrove sul lago con la stessa freschezza.

Isola Madre, la meno frequentata

La terza isola, Isola Madre, è spesso saltata da chi ha poco tempo, ma custodisce il giardino botanico più grande delle tre isole, in stile inglese informale, con piante esotiche che in alcuni punti creano un microclima quasi subtropicale. È l’isola ideale per chi cerca tranquillità: il flusso di visitatori è nettamente inferiore rispetto a Isola Bella, pur offrendo un’esperienza botanica di livello superiore.

Come organizzare la visita senza sorprese

I traghetti pubblici collegano Stresa alle tre isole con partenze regolari, ma nei weekend estivi le code agli imbarcaderi possono superare l’ora, soprattutto per l’Isola Bella. Un’informazione utile poco pubblicizzata: acquistare il biglietto cumulativo per le tre isole online, in anticipo, permette in molti casi di accedere a una corsia dedicata, riducendo drasticamente i tempi di attesa rispetto all’acquisto in loco.

Per chi soggiorna più giorni, il periodo migliore per visitare le isole senza folla resta la primavera, quando i giardini sono già in fiore ma il grande afflusso turistico estivo non è ancora iniziato, una finestra temporale che chi vive la zona conosce bene, ma che raramente compare nelle guide turistiche generaliste.

Un lago, due prospettive

Visitare il Lago Maggiore dal lato piemontese significa avere accesso diretto alle Isole Borromee, ma anche godere di una prospettiva sul lago meno satura di turismo rispetto ad altre zone. Stresa resta il punto di partenza ideale: elegante senza essere inaccessibile, e abbastanza vicina a Torino da poter essere una gita anche di una sola giornata.

Categorie:
Piemonte, Turismo

di Martina Prigione

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