C’è un oggetto, apparentemente semplice, che da oltre 160 anni racchiude l’anima di una città piemontese e l’ha resa nota in tutto il mondo: il cappello Borsalino di Alessandria. Non un semplice accessorio, ma il risultato di una manualità antica, fatta di pelo di coniglio e lepre, calchi in alluminio e gesti tramandati di generazione in generazione. Una storia che parte da un piccolo laboratorio ottocentesco e arriva dritta sugli schermi di Hollywood.
Le origini: un piccolo cappellificio che sogna in grande

Tutto comincia il 4 aprile 1857, quando Giuseppe Borsalino, tornato ad Alessandria dopo sette anni di apprendistato in un cappellificio parigino, apre la sua prima bottega insieme al fratello Lazzaro. Le intenzioni sono chiare fin da subito: realizzare cappelli di altissima qualità capaci di superare i confini di un’Italia che, all’epoca, non esisteva ancora come stato unitario. In pochi anni l’azienda cresce a ritmi sorprendenti: nel 1871 conta già 130 dipendenti e produce 300 cappelli al giorno, fino ad arrivare, negli anni Venti del Novecento, a due milioni di pezzi l’anno. Sarà poi il figlio Teresio a intuire il potere della comunicazione moderna, legando il marchio alla pubblicità e, soprattutto, al cinema.
Il segreto del feltro: come nasce un vero Borsalino
Ciò che distingue davvero un cappello Borsalino è il processo produttivo, rimasto sostanzialmente identico da un secolo e mezzo. Il feltro viene realizzato con pelo fine di coniglio, lepre e garenne, lavorato attraverso circa cinquanta passaggi produttivi distribuiti su una media di sette settimane. Tutto parte dalla soffiatura, in cui il pelo viene mescolato e purificato in speciali macchine per eliminare le impurità; segue l’imbastitura, che dà forma alla “campana” di feltro grazie a un getto di acqua calda, e poi tintura, informatura su calchi in alluminio, pomiciatura e finissaggio. Ancora oggi, nello stabilimento alessandrino, alcuni dei macchinari in legno risalgono al 1888 e furono importati dall’Inghilterra dallo stesso Giuseppe Borsalino: pezzi di storia industriale che continuano, letteralmente, a lavorare.
Dal Fedora a Casablanca: il cappello che ha vestito il mito
Il modello più celebre è il Fedora. Ha attraversato il Novecento affiancando alcuni dei volti più iconici del cinema e della storia. Basti pensare alla scena finale di Casablanca, con Humphrey Bogart avvolto nell’ombra della sua falda. O ai completi impeccabili portati in scena da attori e gangster realmente esistiti. Il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti lo indossava esclusivamente. Secondo la tradizione, persino Al Capone pretendeva feltri di pelo di castoro misto a coniglio garenne per i cappelli commissionati alla ditta piemontese. Un oggetto artigianale diventato, suo malgrado, simbolo di eleganza e potere.
Dal fallimento alla rinascita: una storia tutta piemontese
Non è stato un percorso lineare. Dopo decenni di crisi finanziaria, il 18 dicembre 2017 il Tribunale di Alessandria dichiara il fallimento di Borsalino Giuseppe e Fratello. A risollevare l’azienda è l’imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio, attraverso la società Haeres Equita. Il 12 luglio 2018 si aggiudica all’asta lo stabilimento di Spinetta Marengo, i macchinari, 130 contratti di lavoro e le boutique del marchio. La produzione resta così ad Alessandria. Oggi il cappellificio continua a realizzare i propri modelli in feltro e paglia nello stesso luogo. Unisce logiche industriali e sapere artigianale mai del tutto meccanizzato.
Il Museo Borsalino: un viaggio dentro Palazzo Borsalino

Per chi vuole scoprire da vicino questa storia, dal 2023 Alessandria ospita il Museo Borsalino, allestito all’interno del monumentale Palazzo Borsalino, edificio del 1925 completamente riqualificato. Il percorso si snoda in tre aree tematiche: Antica Casa, un’installazione multimediale che ripercorre le tappe della storia del cappellificio; Manifattura, dedicata ai processi produttivi e ai segreti degli artigiani alessandrini; e infine Galleria, dove sono esposti oltre 2.000 cappelli organizzati in otto percorsi narrativi, tra cui una sezione interamente dedicata al rapporto tra Borsalino e il cinema. Nato dalla collaborazione tra il Comune di Alessandria e la Fondazione Borsalino, il museo custodisce anche la storica collezione donata nel 1994 da Giovanna Usuelli Borsalino alla città.
Un pezzo di Piemonte da indossare
Visitare Alessandria attraverso la lente del cappello Borsalino significa scoprire un pezzo autentico di identità piemontese. È la storia di un territorio capace di trasformare un mestiere manuale in un linguaggio internazionale di stile. Un cappello Borsalino, ancora oggi cucito con gli stessi gesti di fine Ottocento, non è solo un accessorio. È la testimonianza che l’artigianato italiano, quando incontra visione e tenacia, può davvero conquistare il mondo.

di Martina Prigione
Condividi
Turismo
Data: 27 Settembre 2026
Data: 23 Settembre 2026
Data: 23 Settembre 2026
Data: 17 Settembre 2026
Data: 16 Settembre 2026
Data: 13 Settembre 2026
Escursioni
Data: 23 Settembre 2026
Data: 4 Settembre 2026
Data: 31 Agosto 2026
Data: 29 Agosto 2026
Data: 4 Agosto 2026
Data: 29 Luglio 2026
Food & Wine
Data: 23 Settembre 2026
Data: 23 Settembre 2026
Data: 17 Settembre 2026
Data: 17 Settembre 2026
Data: 9 Settembre 2026
Data: 8 Settembre 2026
Eventi
Data: 21 Settembre 2026
Data: 21 Settembre 2026
Data: 21 Settembre 2026
Data: 15 Settembre 2026
Data: 15 Settembre 2026
Incastonato in una collina che domina la fertile Valtiberina, Anghiari conserva intatto il fascino severo e poetico di un borgo medievale fortificato. Le sue stradine ripide e tortuose, che si intrecciano tra case in pietra e antiche mura, raccontano secoli di storia e di lotte, rendendolo celebre per la storica battaglia immortalata da Leonardo da Vinci. Oggi il borgo è un vivace centro di artigianato d'eccellenza, dove il silenzio dei vicoli si fonde con l'eleganza degli antichi palazzi, offrendo ai visitatori un'esperienza toscana autentica.
Al Bra’s Festival il Distretto del Cibo del Roero ha presentato “Mangiar bene per crescere meglio”, le linee guida alimentari per i ragazzi dai 6 ai 14 anni, curate dal prof. Giorgio Calabrese. Menù stagionali, grammature per età e consigli su colazioni, spuntini e merende, con i prodotti del Roero protagonisti nelle mense scolastiche. Un progetto che unisce salute, scuola e territorio e che ora arriverà nelle scuole e tra le famiglie. Scopri nell'articolo come funziona e perché può fare scuola.
Da Netro al Santuario di Graglia in mountain bike, tra mulattiere in pietra, boschi di castagni e di faggi e panorami che si aprono fino alla Pianura Padana. Con Mattia Mura di Biella Riding inizia il viaggio di Focus Piemonte nel Biellese più autentico, lungo tratti dei grandi cammini del territorio. All'arrivo attendono il Santuario della Madonna di Loreto, l'acqua Lauretana, il misterioso eco endecasillabo e le cappelle di un Sacro Monte mai completato. Scopri nell'articolo tutto il percorso.
Nelle Alpi Liguri, tra le malghe di Mendatica, la Cucina Bianca narra secoli di transumanza con farine, latte, formaggi, patate ed erbe spontanee. Un articolo del dott. Gianfranco Trapani ne rivela il sorprendente profilo nutrizionale: un modello quasi latto-ovo-vegetariano, vicino alla dieta mediterranea. Dal brusso ai sugeli, fino alle Turle rilette in chiave moderna, scopri piatti, benefici e segreti di una tradizione che unisce Liguria, Piemonte e Francia lungo la Strada della Cucina Bianca.

