Non tutte le valli del Piemonte hanno bisogno di grandi impianti per essere una meta perfetta d’estate. La Valle Ellero, nel Monregalese, alle spalle di Mondovì, è uno di quei territori che si godono senza fretta. Boschi di castagni, alpeggi ancora attivi, un torrente che nasce da una risorgenza carsica. Le temperature d’estate restano gradevoli anche a metà giornata. È una valle rurale nel senso più autentico del termine, lontana dai flussi di Sestriere o delle grandi località sciistiche. In poche ore di auto da Torino o Cuneo si trova un mix di camminata, buona tavola e benessere. È anche terra di cultura occitana, con un patrimonio linguistico e folkloristico ancora vivo nei piccoli borghi della vallata, tra cascine in pietra e antiche mulattiere.

I sapori del Monregalese: il Raschera DOP e non solo

La cucina di queste valli si costruisce attorno a pochi ingredienti, ma tutti di carattere. Il protagonista assoluto è il Raschera DOP, formaggio a latte vaccino crudo noto fin dal 1477. Viene citato in un trattato dell’epoca dedicato ai prodotti caseari. Prende il nome dal lago Raschera, ai piedi del Monte Mongioie. Esiste in due versioni: quella prodotta in tutta la provincia di Cuneo e quella “d’alpeggio”. Quest’ultima è riservata a chi lo produce e stagiona sopra i 900 metri, in un ristretto gruppo di comuni che comprende proprio Roccaforte Mondovì. Riconoscerlo è semplice: ha spesso una forma quadrata. È un retaggio dell’epoca in cui veniva trasportato a valle sul dorso dei muli, in casse squadrate per non rovinarsi durante il tragitto.

Accanto al Raschera, la tavola di queste valli si arricchisce in estate di funghi porcini. Più avanti in stagione arrivano le castagne. Sono ingredienti che compaiono spesso nei piatti degli agriturismi e delle osterie di montagna della zona, abbinati a paste fresche fatte a mano o a salumi di produzione locale. È una cucina che non cerca l’effetto scenico ma la sostanza. È pensata per chi torna da una camminata con appetito vero.

Camminare a Pian Marchisio: il sentiero verso il Rifugio Mondovì

Per chi cerca una camminata rigenerante senza dislivelli estremi, Pian Marchisio è il punto di partenza ideale. Si tratta di un ampio altopiano a circa 1.600 metri di quota. A inizio estate si trasforma in un mare di fiori tra i pascoli. Da qui parte una carrareccia agro-pastorale che costeggia il torrente Ellero. In circa 40 minuti conduce al Rifugio Mondovì, conosciuto anche come Havis de Giorgio, a 1.761 metri, ricostruito nella sua forma attuale nel 2008. Il percorso è classificato come turistico, adatto anche a chi non è un escursionista esperto. Il dislivello è contenuto, poco più di 130 metri dalla Porta di Pian Marchisio.

Alle spalle del rifugio si stagliano le pareti calcaree della Rocca del Pis e delle Rocche Biecai. Proprio in questa zona si trova la risorgenza carsica da cui nasce il torrente Ellero. Al disgelo, l’acqua in eccesso fuoriesce da una fenditura della roccia, creando una cascata chiamata in dialetto locale “Pis d’Ele”. Lungo il percorso non ci sono fontane per fare rifornimento d’acqua, quindi conviene partire con la borraccia piena. Chi cerca qualcosa di più impegnativo può proseguire oltre il rifugio verso il Lago delle Moie o le Cime di Serpentera. Il tratto base fino al rifugio resta comunque la scelta più adatta per una gita rilassante in famiglia o in coppia.

Il momento del benessere termale

Dopo una camminata a quota alpina, il territorio offre anche l’occasione per rallentare del tutto. La zona di Roccaforte Mondovì è storicamente legata alle acque termali, note fin dagli anni Quaranta del Novecento per le loro proprietà curative e frequentate all’epoca anche da personalità come Marie Curie. Le sorgenti locali alimentano ancora oggi un centro di cure termali attivo stagionalmente, con percorsi benessere pensati per la primavera e l’estate. È un buon modo per completare il weekend: prima il fiato corto della salita, poi il tempo lento del relax, in un contesto naturale che resta protagonista in entrambi i momenti.

Una tappa a Mondovì prima di rientrare

Chi ha ancora tempo prima di rientrare può fare tappa a Mondovì, il centro di riferimento della vallata. È diviso in due parti ben distinte: Piazza, arroccata sulla collina, e Breo, ai piedi del colle. Le due zone sono collegate da una funicolare di inizio Novecento recentemente restaurata. Mondovì Piazza conserva un impianto medievale e barocco, con stradine strette che si aprono su scorci panoramici sulle colline e sulle montagne circostanti. È una tappa che completa bene il weekend, aggiungendo un momento urbano e architettonico alla giornata passata tra prati e sentieri.

Una valle da vivere senza fretta

La Valle Ellero racchiude in poche decine di chilometri quadrati tutto quello che serve per un weekend estivo diverso dal solito. Una camminata semplice ma panoramica. Un formaggio che racconta secoli di pastorizia di montagna. La possibilità di concedersi un momento di puro benessere. È un territorio che non urla la propria bellezza, ma la offre a chi ha voglia di cercarla con calma, magari proprio nel weekend in cui si vuole staccare davvero.

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Piemonte, Turismo

di Martina Prigione

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