Attraversare la Liguria a piedi, da un confine all’altro, seguendo il crinale che separa le Alpi dall’Appennino: è questa l’idea alla base dell’Alta Via dei Monti Liguri, uno dei percorsi escursionistici più ambiziosi d’Italia. Inaugurata nel 1983 per valorizzare il patrimonio naturale e culturale della regione, oggi fa parte anche del Sentiero Italia, il grande itinerario che collega Trieste alla Sardegna.

Un percorso lungo 440 km, ma non serve farlo tutto

L’Alta Via collega Ventimiglia, al confine con la Francia, a Ceparana, in provincia di La Spezia, per un totale di 440 km divisi in 43 tappe. È proprio questa suddivisione a renderla accessibile: non bisogna essere escursionisti esperti né avere settimane di tempo libero per viverne un pezzo significativo.

Le tappe hanno difficoltà molto diverse tra loro. Alcune richiedono gambe allenate e attrezzatura da montagna, altre sono percorribili anche da chi cammina occasionalmente. Il percorso è segnalato con segnavia bianco-rosso e la sigla “AV”, quindi è difficile perdersi anche senza una guida esperta.

Dove sono i tratti più belli (e più semplici)

Chi vuole assaggiare l’Alta Via senza affrontare i tratti più alpini può orientarsi verso il Parco del Beigua, nell’entroterra tra Genova e Savona. Qui tre tappe consecutive — dal Passo del Giovo al Passo del Turchino, passando per Prariondo e il Passo del Faiallo — offrono pendenze contenute e sono adatte anche a chi non ha grande esperienza di montagna. In primavera, tra maggio e giugno, questi tratti si colorano di fioriture spettacolari.

Lungo questo tratto si incontra anche il Sacrario dei Martiri del Turchino, luogo della memoria legato a un eccidio di partigiani e prigionieri politici durante la Seconda Guerra Mondiale. Non è solo un punto di passaggio: è uno dei tanti momenti in cui l’Alta Via smette di essere solo un percorso naturalistico e diventa un racconto di storia.

Chi cerca invece la sfida più alpina può spingersi verso le Alpi Liguri, dove una tappa di circa 15 km porta fino al Monte Saccarello, la cima più alta della Liguria con i suoi 2.201 metri. È un tratto impegnativo, ma ripagato da una vista che arriva a scorgere contemporaneamente la Corsica, il Monviso e il Massiccio del Monte Rosa.

Un pezzo di storia militare lungo il cammino

Un dettaglio che in pochi conoscono riguarda il cosiddetto Sentiero degli Alpini, tracciato tra il 1936 e il 1938 per scopi militari in funzione anti-francese. Su questo tratto si cammina lungo camminamenti e gallerie sospesi nel vuoto, un’esperienza diversa da qualsiasi altro sentiero della regione, che unisce trekking e archeologia bellica.

Come muoversi senza percorrere tutta la traversata

Il punto di forza dell’Alta Via, per chi ha poco tempo, è la sua accessibilità dai centri abitati dell’entroterra. Alcune tappe, come quelle vicino al Bric del Dente, sono raggiungibili grazie alle linee ferroviarie di Masone e Crocetta d’Orero, dove transita anche il celebre “trenino di Casella”. Questo permette di raggiungere un punto di partenza, camminare per una tappa o due, e poi tornare in treno senza dover organizzare un trekking di più giorni.

Per chi invece vuole affrontare più tappe di seguito, esiste una rete di rifugi, punti ristoro e agriturismi che fa capo alla rete Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri. È comunque consigliabile verificare in anticipo la disponibilità dei posti letto, soprattutto nei mesi estivi.

Qualche consiglio prima di partire

Prima di scegliere una tappa, conviene valutare tre cose: il dislivello, la presenza di punti d’acqua o ristoro lungo il percorso, e le condizioni meteo previste in quota. Nei tratti più alti, soprattutto in autunno e inverno, la nebbia può creare problemi di orientamento anche su un sentiero ben segnalato.

L’Alta Via dei Monti Liguri non è un’esperienza da spuntare tutta in una volta. È un percorso che si presta a essere vissuto a pezzi, magari uno per stagione, scegliendo di volta in volta se cercare la storia dei Martiri del Turchino, il panorama dal Saccarello o la semplicità delle tappe del Beigua. Un modo diverso, e più lento, di conoscere l’entroterra ligure.

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Escursioni, Liguria

di Martina Prigione

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