C’è un borgo in grado di trasmettere ai visitatori l’essenza più fiera della Liguria di ponente: questo è Apricale. Questo delizioso piccolo borgo è come un gioiello prezioso tra le colline dell’entroterra, in provincia di Imperia. Qui il paesaggio, plasmato dal lavoro secolare dell’uomo, è tutelato per la sua straordinaria integrità storica e architettonica. Il panorama offre un rifugio molto ambito per chiunque cerchi un’esperienza che sappia racchiudere cultura, enogastronomia d’eccellenza e storia.
Apricale è la culla indiscussa dell’olio extravergine da oliva Taggiasca, un’eccellenza che ha saputo conquistare le tavole e la cultura culinaria internazionale. Eppure, ridurlo solamente a meta per appassionati di olivicoltura sarebbe un errore. Il paese infatti si rivela essere un inno alla memoria medievale e alla nobiltà artistica d’Italia. Ogni vicolo qui cela una saga legata all’arte e ogni affaccio regala la vertigine della bellezza. È un frammento di architettura ligure intatto tra i boschi, dove la luce del tramonto e il profilo delle montagne si fondono da secoli.
Un’estetica verticale tra vicoli di pietra e murales d’autore
Il cuore del borgo invita il tempo a rallentare. Il cuore urbano gravita attorno al Castello della Lucertola, la cui sagoma domina l’abitato dallo sperone roccioso. I vicoli rimandano il brusio delle botteghe artigiane ed enoteche che profumano di legno e olio fresco, perfette per assaporare la tradizione ligure più verace.
La presenza degli ulivi disegna forme geometriche sulle colline tutt’intorno. I terrazzamenti seguono le curve del terreno, creando un effetto visivo che muta con le stagioni. Questa integrità paesaggistica è il risultato di una tutela tramandata di generazione in generazione. Qui ogni facciata ha una storia grazie ai bellissimi murales che decorano le case.
Il Castello della Lucertola e l’innovazione del museo
La storia del borgo è legata al decimo secolo, quando i conti di Ventimiglia vi istituirono un presidio militare. Il castello divenne ben presto un centro culturale che attrasse pittori e poeti, trasformando Apricale nel celebre “borgo degli artisti”, accogliendo collezioni come il bizzarro Museo delle Siringhe.
Oggi la struttura ospita un percorso espositivo tra i più curiosi della regione. È un viaggio interattivo nella cultura storica, che rifiuta l’approccio didattico per creare un’esperienza multisensoriale. Il museo racconta l’impatto del borgo su civiltà, arte contemporanea e vita quotidiana attraverso racconti visivi in cui il visitatore diventa protagonista. Il percorso si sviluppa dalle sale della fortezza, partendo dai documenti medievali fino alle stanze delle collezioni novecentesche. Lungo le sale, i dipinti, i suoni e i giochi visivi spiegano il legame tra creatività e lavoro dell’uomo, svelando come i residenti abbiano saputo dialogare con la natura della val Nervia. Ogni racconta come il tempo abbia trasformato la cultura in uno spettacolo poetico.
Logistica e degustazioni nel cuore del borgo
Per chi viaggia sull’Autostrada A10 si consiglia di uscire a Bordighera o Ventimiglia, come le vie d’accesso di riferimento. Il centro storico è interamente pedonale, ma sono presenti parcheggi nelle aree adiacenti. In merito ai mezzi pubblici, la stazione ferroviaria di riferimento è Ventimiglia, collegata ad Apricale tramite i bus di linea di Riviera Trasporti attivi nei giorni feriali.
Un viaggio ad Apricale richiede una sosta nelle storiche locande dove l’olio d’oliva e i piatti tipici riposano su tavoli di ardesia.
L’Olio Extravergine di Taggiasca: Promosso con rigore in tutte le botteghe del borgo, viene celebrato per la sua dolcezza fruttata. Al suo interno, i percorsi di degustazione guidati svelano i segreti della raccolta sui muretti a secco, ideali per confrontare le diverse sfumature della tradizione.
I frantoi storici: Il tessuto urbano è costellato di rinomate attività familiari. Per i pranzi e le cene con vista panoramica sulle valli circostanti, specialmente durante la stagione autunnale, è obbligatorio prenotare con largo anticipo.
Cosa vedere ad Apricale: itinerario e consigli
Oltre al castello e ai murales, il borgo offre angoli di grande interesse storico e curiosità.
La Chiesa della Purificazione e i carugi nascosti
A breve distanza dalla piazza principale si trova la Chiesa della Purificazione di Maria Vergine, con il suo campanile sormontato da una bicicletta rivolta verso il cielo, installazione d’arte contemporanea. Poco distante, i carugi sotterranei rappresentano un luogo di grande ingegneria medievale, custodi del passaggio coperto e cuore della memoria strutturale della comunità.
I sentieri della Val Nervia e consigli utili
Dal centro partono sentieri segnalati nei boschi e nelle campagne, come quelli che conducono verso il vicino borgo di Isolabona. Per pianificare la visita, ecco quattro consigli:
Tempo dedicato: La durata ideale è di un’intera giornata per includere il castello, la caccia ai murales nei carugi e un pranzo tipico.
Abbigliamento: Sono raccomandate scarpe comode con suola antiscivolo per via delle ripide pendenze e del ciottolato storico.
Il momento migliore: La primavera offre il clima ideale per camminare, ma l’estate regala le suggestive rappresentazioni del teatro della Tosse nel borgo.
Cosa mangiare: Non perdete i brandacujun (baccalà mantecato), le rane fritte, il coniglio alla ligure e le celebri pansarole accompagnate dallo zabaione caldo.
Oggi Apricale dimostra come la tradizione rurale possa trasformarsi in un polo culturale formidabile. Il borgo si è aperto al turismo senza mai svendere la propria anima contadina e boschiva. Scendere nelle sue cantine rappresenta un atto di riconnessione con la terra. Questo scrigno ligure insegna che il futuro risiede nella salvaguardia della memoria. Chiunque cammini tra questi vicoli dipinti porta a casa l’emozione di un paesaggio vivente, una perla rara che merita di essere difesa e ammirata.
di Laura Scarpellini
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