Locorotondo sorge su un colle tondo nel cuore della Valle d’Itria, in provincia di Bari. Il borgo appartiene a una rara dinastia urbanistica. La sua fisionomia monumentale si sviluppa lungo un perimetro circolare. Questo racchiude un labirinto di calce bianca. I tetti aguzzi delle abitazioni sfidano la consueta linearità dell’architettura mediterranea. Non è solo un punto di osservazione elevato. È un’elegante terrazza silenziosa. Qui la pietra diventa dimora geometrica. La terra rossa si trasforma in un vino bianco di rara freschezza.
A differenza della vicina Alberobello, dominata dai trulli conici, questo centro murgiano conserva un’eleganza sobria. Mantiene anche una compostezza nobiliare. L’accoglienza profuma di gerani sui balconi. Si unisce alla trasparenza di un calice di vino autoctono. Il rigore delle forme geometriche sposa la quiete di una campagna costellata di ulivi secolari e muretti a secco.
Locorotondo è un labirinto di calce tra “cummerse” e balconi fioriti
L’urbanistica del paese sorprende per la regolarità della pianta e la densità delle trame. Camminando tra i vicoli, colpiscono le “cummerse”. Sono caratteristiche abitazioni rettangolari con tetti spioventi e aguzzi. Vengono realizzate stendendo lastre di pietra calcarea, le “chiancarelle”, su orditure di legno. Queste strutture sono uniche in Puglia. Conferiscono al profilo del borgo un aspetto quasi nordico. La luminosità accecante della calce, che riveste ogni parete, attenua però questa sensazione.
L’interno del paese appare come un salotto raccolto. Il suo limite esterno si apre invece sulla vasta Valle d’Itria. Percorrendo la panoramica via Nardelli, chiamata dai locali “il lungomare”, si gode di un affaccio infinito. Lo sguardo spazia su un mosaico agrario di rara bellezza. La campagna, segnata da boschi e vigneti ordinati, fa da cornice a molti trulli. È una sintesi armonica tra natura e sapienza contadina.
La Chiesa di San Giorgio e l’ordine dei palazzi
L’assoluto capolavoro architettonico del borgo è la Chiesa Madre di San Giorgio, un’imponente struttura neoclassica costruita tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento sul sito di precedenti templi cinquecenteschi. La sua cupola svetta sopra i tetti delle cummerse, fungendo da baricentro visivo per l’intera valle. All’interno, la severità delle linee architettoniche accoglie bassorilievi trecenteschi e una serie di altari marmorei che testimoniano la passata ricchezza delle confraternite locali.
Questa vocazione alla precisione e alla cura del dettaglio si riflette nei palazzi nobiliari che interrompono la sequenza delle case bianche. Palazzo Morelli, con il suo portale barocco e i balconcini in ferro battuto riccamente decorati, è l’esempio più alto di come lo stile signorile abbia saputo integrarsi nell’urbanistica popolare. Camminare in questo salotto di pietra significa scoprire un’identità antropologica solida, dove l’orgoglio per il decoro urbano si traduce in vicoli che sembrano dipinti.
Vie d’accesso e soste nella terra del Locorotondo DOC
Per raggiungere questa perla della Murgia in automobile, il percorso più comodo prevede l’utilizzo della Strada Statale 16 Adriatica, uscendo all’altezza di Fasano per poi risalire i tornanti panoramici della Statale 172 dei Trulli. Chi predilige i mezzi pubblici può usufruire della linea ferroviaria delle Ferrovie del Sud Est. I parcheggi pubblici circondano la base del colle storico, lasciando il nucleo antico interamente pedonale e fruibile a piedi.
La sosta culinaria tra le corti rivela una tradizione enogastronomica generosa e legata ai ritmi della terra d’altopiano:
Il Bianco DOC: Locorotondo dà il nome a una storica denominazione vinicola che valorizza i vitigni autoctoni Verdeca e Bianco d’Alessano. Si tratta di un vino bianco fresco, secco e profumato, ideale per accompagnare le calde serate estive.
I sapori della Murgia: Il tessuto gastronomico è celebre per le “fave e fogghie” (purea di fave secche con cicorielle selvatiche) e per le bombette, involtini di carne di maiale ripieni di formaggio e cotti nei tipici fornelli pronti delle macellerie storiche.
Percorsi nel borgo: indicazioni e note per la visita
La scoperta di Locorotondo necessita di un passo misurato, adatto a cogliere i cambi di luce sulla calce e il silenzio delle corti interne.
La Torre dell’Orologio e la Chiesa della Greca
Poco distante dalla Chiesa Madre si trova la Chiesa della Madonna della Greca, l’edificio di culto più antico del borgo, caratterizzato da un impianto gotico e da un rosone centrale di pregevole fattura. Lungo il perimetro si incontra anche la settecentesca Torre dell’Orologio, un tempo parte del sistema amministrativo del paese.
La gestione del viaggio e le dritte del viaggiatore
Per organizzare l’esplorazione al meglio, ecco quattro indicazioni pratiche:
La gestione del tempo: Una mezza giornata consente di visitare il nucleo centrale e godersi un aperitivo lungo via Nardelli al tramonto, quando la valle si tinge di sfumature dorate.
Cosa indossare: Calzature comode con suola in gomma; le “chianche” del lastricato sono levigate e possono risultare scivolose, soprattutto dopo una leggera pioggia estiva.
Il periodo ideale: L’estate offre festival culturali all’aperto, ma la tarda primavera e l’autunno permettono di assaporare il silenzio più autentico del borgo, lontano dai flussi turistici principali.
La dispensa del borgo: Oltre al vino e alle bombette, non andatevene senza aver assaggiato i taralli artigianali cotti al forno a legna e i dolci di mandorla della tradizione murgese.
Oggi Locorotondo dimostra che l’eleganza non risiede nell’eccesso, ma nella rigorosa fedeltà alla propria identità architettonica e agricola. Il paese dialoga con i visitatori offrendo un esempio straordinario di rispetto per lo spazio comune, dove l’armonia delle forme bianche diventa un manifesto di civiltà rurale.
di Laura Scarpellini
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