CANAVESE E BIELLESE

Carema DOC: il Nebbiolo di montagna che cresce su terrazze di pietra e colonne di calce

All'ultimo confine del Piemonte, dove la valle della Dora Baltea si stringe prima di entrare in Valle d'Aosta, c'è un piccolo borgo in cui le vigne sembrano arrampicarsi sulla roccia. Qui nasce il Carema DOC, un Nebbiolo di montagna coltivato su terrazze costruite a mano nel corso dei secoli. È una delle viticolture più estreme d'Italia, dove ogni grappolo si conquista con fatica. Ecco perché questo vino merita di essere scoperto.

Vigneti terrazzati in Piemonte: il paesaggio di Carema

I vigneti di Carema si sviluppano su pendii ripidissimi, tra i 300 e i 700 metri di quota. Per renderli coltivabili, generazioni di viticoltori hanno costruito terrazze sostenute da muretti a secco, recuperando le pietre dal terreno stesso. Nel 2024 questo paesaggio è stato inserito nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Tra i vigneti terrazzati del Piemonte, quelli di Carema sono tra i più spettacolari.

I pilun e le pergole dei vigneti terrazzati

Il simbolo di Carema sono i "pilun", colonne di pietra e calce che reggono travi di castagno. Su questa struttura si appoggia la "pergola caremese", su cui crescono le viti, formando sotto di sé percorsi ombreggiati. Il sistema era quasi autosufficiente: le pietre servivano per i muri, il legno arrivava dai boschi vicini e sotto le pergole si coltivavano ortaggi. Ma questa architettura non è solo bella da vedere.

Viticoltura eroica: il lavoro a mano tra le rocce

A Carema la viticoltura eroica non è un modo di dire. I pendii sono troppo ripidi per le macchine, e tutto il lavoro si fa a mano, dalla potatura alla vendemmia. A metà o fine ottobre i grappoli vengono raccolti e portati a valle nelle gerle, lungo scalini di pietra. I pilun e le rocce, inoltre, accumulano il calore del sole durante il giorno e lo restituiscono di notte, aiutando l'uva a maturare in un clima di montagna. Così la fatica diventa qualità nel bicchiere, e ogni bottiglia di Carema DOC racconta ore di lavoro tra muretti e scalini.

La viticoltura eroica e il futuro del Carema DOC

Nel 1960 un piccolo gruppo di viticoltori fondò la Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema, per difendere le vigne in un momento in cui molti abbandonavano la campagna per l'industria. Oggi la cooperativa conta circa 101 soci, quasi tutti viticoltori part-time, che coltivano circa 15 ettari per circa 50.000 bottiglie l'anno. L'età media è però elevata, e il ricambio generazionale è la vera sfida della viticoltura eroica di Carema. Ma che cosa rende speciale questo vino?

Il Nebbiolo di Carema, un rosso di montagna

Il Carema DOC si produce esclusivamente nel comune di Carema, con uve Nebbiolo per almeno l'85%. La versione base richiede almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui 12 in legno, mentre la Riserva ne richiede 36, di cui 24 in legno. Il colore è rosso rubino con riflessi granati, e il profumo ricorda la rosa appassita. Al palato il Carema DOC è morbido e vellutato, con un buon corpo. Le vigne poggiano su rocce levigate dai ghiacciai, un terreno povero che costringe le radici a cercare in profondità acqua e nutrimento.

Il Picotendro, il Nebbiolo di Carema

Qui il Nebbiolo viene chiamato localmente Picotendro, o Picotener. Il nome, secondo la tradizione, richiama i germogli che tendono a piegarsi verso il basso. Rispetto ai Nebbiolo delle Langhe, il Nebbiolo di Carema è più teso, verticale e fine, con note di frutti rossi, erbe alpine e mineralità. I tannini sono eleganti e l'acidità naturale gli dona una lunga longevità. Si abbina alla selvaggina, ai brasati e ai formaggi stagionati.

Carema, un borgo sulla via per la Valle d'Aosta

Carema sorge lungo l'antica via che risaliva la valle della Dora Baltea verso Aosta e i valichi alpini, percorsa già in epoca romana. Il borgo conserva antiche case in pietra e la Gran Masun, una casaforte del Quattrocento. Il Carema DOC ha conquistato una certa notorietà anche grazie alla Olivetti, la grande azienda di Ivrea, che lo regalava a clienti e fornitori in Italia e all'estero. Una passeggiata tra le viuzze del borgo e i sentieri delle vigne permette di capire quanto vino e paesaggio siano qui una cosa sola.

Dove assaggiare il Carema DOC

Il modo migliore per conoscere il Carema DOC è visitare il paese, tra la Cantina dei Produttori e le piccole cantine familiari. Ogni settembre il borgo celebra il suo vino con la Festa dell'Uva e del Vino, giunta nel 2026 alla 74ª edizione. Il programma prevede degustazioni delle nuove annate, la visita alle cantine antiche, camminate tra le vigne e la premiazione del "Grappolo d'oro". È l'occasione ideale per brindare con un calice di Carema DOC davanti alle terrazze che lo hanno fatto nascere.

Voce Carema DOC
ZonaSolo comune di Carema (TO)
VitignoNebbiolo (Picotendro) almeno 85%
Invecchiamento24 mesi (Riserva 36 mesi)
VignetiTerrazze tra 300 e 700 m, pergole su pilun
Cantina ProduttoriFondata nel 1960, circa 101 soci
AbbinamentiSelvaggina, brasati, formaggi stagionati
EventoFesta dell'Uva e del Vino, a settembre

di Martina Prigione

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