Fiera Nazionale del Tartufo: Montiglio celebra il re bianco
Domenica 4 ottobre 2026 si apre a Montiglio Monferrato la Fiera Nazionale del Tartufo, uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno astigiano. Come da tradizione, la manifestazione occupa le prime due domeniche di ottobre e torna quindi anche l’11 ottobre. Protagonista è il tartufo bianco, il pregiato tubero che in questa stagione richiama appassionati da tutto il Piemonte e non solo. La Fiera Nazionale del Tartufo unisce mercato, gastronomia e cultura in un borgo immerso tra le colline. Per arrivarci, poi, esiste un modo davvero speciale. Prima di scoprirlo, però, conviene conoscere la lunga storia di questa festa.
Storia della Fiera del Tartufo: dal 1982 a oggi
La storia della Fiera del Tartufo di Montiglio comincia nel 1982, quando nasce la “Giornata del Tartufo”. Negli anni la manifestazione cresce e ottiene prima la qualifica di fiera locale, poi quella di fiera regionale nel 2008. Dal 2021, infine, porta il titolo di Fiera Nazionale del Tartufo, un riconoscimento che ne certifica il prestigio. Per molto tempo l’appuntamento si è tenuto la seconda domenica di ottobre. Anche il paese, nel frattempo, è cambiato. L’attuale comune di Montiglio Monferrato è nato infatti nel 1998 dalla fusione di tre comuni. Nel 2021 la fiera ha accolto oltre 6.000 visitatori, diventati più di 7.000 l’anno successivo. Oggi la fiera è una vetrina per il territorio e per chi lo vive ogni giorno. Il suo cuore, però, resta sempre lo stesso: il lavoro silenzioso dei cercatori.
Tartufo bianco e trifulau: i protagonisti della fiera
Il tartufo bianco è il vero sovrano della Fiera Nazionale del Tartufo. Cresce spontaneo nei boschi del Monferrato e non può essere coltivato, il che lo rende raro e prezioso. Il suo profumo intenso lo rende uno degli ingredienti più ricercati della cucina italiana. Proprio per questo il prezzo varia di anno in anno, in base alla quantità raccolta. A trovarlo sono i trifulau, i cercatori che battono i boschi insieme ai loro cani addestrati. Si tratta di un sapere tramandato di generazione in generazione, fatto di pazienza, conoscenza del terreno e fiducia reciproca. Durante la fiera i tartufi raccolti vengono esposti e venduti al mercato. Ma c’è un momento in cui proprio i cani diventano protagonisti.
Trifulau e il premio Cane d’Argento
Tra le tradizioni della Fiera Nazionale del Tartufo spicca l’incontro dei trifulau, legato al premio “Cane d’Argento”. È un riconoscimento che celebra il binomio tra cercatore e animale, alla base di ogni ritrovamento. Il cane, infatti, è l’unico vero strumento del trifulau, capace di fiutare il tartufo sotto terra. Molti trifulau conoscono i propri boschi da decenni e custodiscono segreti tramandati dai padri. La ricerca, del resto, si svolge spesso nelle ore più tranquille, per custodire i luoghi migliori. Per i visitatori è l’occasione di conoscere da vicino un mestiere antico, spesso raccontato con orgoglio dagli stessi protagonisti. Dopo la ricerca, però, arriva il momento più atteso da molti: quello della tavola.
Mercato e sapori della Fiera Nazionale del Tartufo
Il mercato della Fiera Nazionale del Tartufo anima le vie e le piazze del centro. Tra i banchi si trovano tartufi, prodotti tipici e vini del territorio. Nelle scorse edizioni la manifestazione ha accolto decine di espositori, con migliaia di coperti disponibili per il pranzo. Tra i vini non mancano le etichette del Monferrato, perfette in abbinamento ai piatti al tartufo. La Pro Loco propone tradizionalmente menù dedicati al tartufo, dalla carne cruda alle uova, fino ai dolci alla nocciola. Accanto alla gastronomia non mancano mostre d’arte, musica popolare e spettacoli. L’ingresso alla fiera è libero, mentre per il pranzo è consigliata la prenotazione. Arrivare a Montiglio, però, può diventare parte dell’esperienza.
Treno storico per la Fiera del Tartufo
Il 4 e l’11 ottobre la Fiera del Tartufo è raggiungibile con il treno storico, grazie al progetto LocoMonferrato 2026. I convogli percorrono la linea Asti–Chivasso con carrozze Centoporte o automotrici ALn 668 d’epoca. Per chi sceglie questa opzione, la Fiera Nazionale del Tartufo comincia già durante il tragitto. È un viaggio lento, pensato per osservare il paesaggio dai finestrini e scendere direttamente nel cuore della festa. I biglietti si acquistano sulla piattaforma Railbook, dove sono indicati orari e stazioni di partenza. Il calendario di LocoMonferrato tocca anche altre fiere del tartufo del territorio, da Montechiaro d’Asti a Murisengo. Sono tappe ideali per chi vuole prolungare il viaggio nel Monferrato.
Perché la Fiera Nazionale del Tartufo vale il viaggio
La Fiera Nazionale del Tartufo è anche un invito a scoprire un Monferrato meno conosciuto. Montiglio si trova nel Basso Monferrato astigiano, tra colline coltivate, boschi e piccoli borghi. Tra le colline si incontrano castelli, chiese romaniche e cantine che raccontano secoli di storia agricola. Il territorio, inoltre, fa parte di un paesaggio di valore mondiale. Lo racconta il nostro approfondimento sui paesaggi UNESCO di Langhe, Monferrato e Roero. Montiglio si raggiunge facilmente sia da Asti sia da Torino. Chi ama camminare trova sentieri tra boschi e vigneti, adatti anche alle famiglie. Ottobre è il mese perfetto per visitarlo, quando i boschi cambiano colore e le cantine aprono le porte. Una domenica in fiera, dunque, può diventare l’inizio di un viaggio più lungo tra sapori, storia e natura.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Evento | Fiera Nazionale del Tartufo di Montiglio Monferrato |
| Date | Domenica 4 e domenica 11 ottobre 2026 |
| Luogo | Montiglio Monferrato (AT), centro storico |
| Storia | Giornata del Tartufo dal 1982, fiera regionale dal 2008, nazionale dal 2021 |
| Protagonista | Tartufo bianco e trifulau, premio Cane d’Argento |
| Treno storico | LocoMonferrato, linea Asti–Chivasso, biglietti su Railbook |
| Ingresso | Libero; pranzo su prenotazione |
DEL PIEMONTE POTREBBE INTERESSARTI ANCHE (clicca i link sotto riportati):
di Martina Prigione
Condividi
Turismo
Data: 6 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 4 Ottobre 2026
Escursioni
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Food & Wine
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 6 Ottobre 2026
Eventi
Data: 19 Ottobre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Nel cuore del Monferrato, Conzano custodisce un legame unico con l’Australia, nato dall’emigrazione di tante famiglie verso il Queensland. Oggi questa storia rivive nel MASA – Migration as Art Museum, la Casa Museo creata dagli artisti australiani Stephen Copland e Meredith Brice. Domenica 25 ottobre 2026, alle 15.30, il museo inaugura Patrimonio e Viaggi, con opere di artisti da Australia, Giappone, Italia, Egitto, Libano e Regno Unito. Scopri il programma, tutte le opere e la storia del borgo.
La Val Grande è la più vasta area selvaggia d'Italia, a pochi chilometri dal Lago Maggiore. Un anello di circa 10 km parte da Cicogna, l'unico paese abitato del parco, sale all'Alpe Prà, con il masso coppellato affacciato sui laghi, e raggiunge l'Alpe Leciuri. La discesa porta a Pogallo, l'antico villaggio dei boscaioli, e il ritorno a Cicogna segue la suggestiva strada Sutermeister. Scopri la storia della valle, dalle teleferiche alla Resistenza, e tutti i consigli per percorrerla in sicurezza.
Il Bosco della Partecipanza di Trino è l'ultimo grande frammento delle antiche foreste della Pianura Padana, un'isola verde nel mezzo delle risaie. Dal 1275, quando il marchese Guglielmo VII lo donò ai trinesi, appartiene agli abitanti, che ogni anno si dividono la legna con il sistema delle sorti. Un anello di oltre 10 km parte dalla Cascina Guglielmina tra farnie, carpini e zone umide. Scopri la sua storia, i sentieri a piedi e in bici, le stagioni migliori e i luoghi da visitare nei dintorni.
L'Alpe Devero è una conca verde dell'alta Ossola, nel Parco Veglia Devero, circondata da larici e cime oltre i 2.500 metri. Da qui parte un facile anello adatto anche alle famiglie con bambini, che sale tra i prati fino a Crampiolo, piccolo villaggio di baite in pietra, e raggiunge il Lago di Codelago, bacino artificiale a 1.856 metri. Circa 380 metri di dislivello e tre ore e mezza di cammino. Scopri così come arrivare, cosa vedere, quali animali incontrare e dove mangiare tra rifugi e alpeggi.





