TORINESE

Reggia di Venaria, la caserma tornata reggia

Oggi è una delle residenze reali più visitate d’Italia. Eppure, per quasi un secolo, la Reggia di Venaria è stata una caserma. Nei suoi saloni dormivano soldati e nelle sue scuderie si addestravano cavalli dell’esercito. Poi è arrivato il più grande cantiere di restauro d’Europa. Ecco la sua storia, cosa vedere e come organizzare la visita senza perdere nulla.

La storia della Reggia di Venaria

Tutto comincia nel 1658, quando il duca Carlo Emanuele II decide di costruire una residenza per la caccia. Il progetto è affidato all’architetto Amedeo di Castellamonte e il cantiere parte l’anno successivo. Nasce così la Reggia di Venaria, a una decina di chilometri da Torino. Il nome richiama proprio la venagione, cioè l’arte della caccia. Nel Settecento la reggia cresce ancora, grazie al genio di un grande architetto.

Filippo Juvarra e il Settecento

Quel genio è Filippo Juvarra, architetto messinese al servizio dei Savoia. A lui si devono la Galleria Grande, completata nel 1716, e la Cappella di Sant’Uberto. Juvarra costruisce anche le Scuderie, tra il 1722 e il 1727. Ancora oggi, osservando la facciata, si distingue la parte seicentesca di Castellamonte da quella settecentesca. Ogni ampliamento racconta una stagione diversa della corte sabauda. È proprio Juvarra a dare alla Reggia di Venaria il suo volto più spettacolare. Ma la storia, come vedremo, riservava alla reggia un destino inatteso.

Da caserma a patrimonio UNESCO

Con l’occupazione napoleonica la reggia perde il suo splendore. I giardini vengono distrutti e trasformati in piazza d’armi. Dal 1851 al 1943 la Reggia di Venaria diventa una caserma di cavalleria. Ospita anche una prestigiosa scuola di equitazione militare. Nel 1997 entra nel patrimonio UNESCO con le Residenze Sabaude. Tra il 1999 e il 2007 arriva il grande restauro, con circa 700 tecnici e oltre 300 milioni di euro. Il 13 ottobre 2007 la reggia riapre finalmente al pubblico.

Cosa vedere alla Reggia di Venaria

La visita alla Reggia di Venaria è lunga e ricca di sorprese. Il percorso attraversa saloni, appartamenti, cappelle e scuderie. Il restauro ha recuperato migliaia di metri quadrati di stucchi e affreschi. Conviene quindi dedicare almeno mezza giornata agli interni. Lungo il percorso il Teatro di Storia e Magnificenza racconta la vita della corte con allestimenti scenografici. Ecco le tappe principali da non perdere assolutamente.

La Galleria Grande

La Galleria Grande è il capolavoro di Juvarra e il cuore della Reggia di Venaria. È un ambiente lungo circa 80 metri, inondato di luce dalle grandi finestre. Il bianco degli stucchi e il disegno del pavimento creano un effetto di straordinaria leggerezza. Molti visitatori la paragonano alla Galleria degli Specchi di Versailles. Entrandoci, si capisce subito perché è la sala più fotografata della reggia.

Sant’Uberto e le Scuderie

Poco oltre si apre la Cappella di Sant’Uberto, dedicata al patrono dei cacciatori. È un altro gioiello di Juvarra, costruito tra il 1716 e il 1729. Le Scuderie juvarriane, invece, coprono circa 4.500 metri quadrati. Oggi ospitano spesso grandi mostre temporanee di arte e fotografia. Sant’Uberto e le Scuderie completano il volto barocco della Reggia di Venaria.

I Giardini della Reggia di Venaria

Usciti dalla reggia, si entra in un altro mondo. I giardini visitabili si estendono per circa 80 ettari, con oltre 200.000 nuove piante messe a dimora durante il restauro. Nel 2019 sono stati premiati come il parco pubblico più bello d’Italia. Nella Corte d’Onore, la Fontana del Cervo offre giochi d’acqua dal 2008. I Giardini della Reggia di Venaria meritano una visita a sé, soprattutto in primavera.

Come organizzare la visita alla Reggia di Venaria

La Reggia di Venaria è aperta dal martedì alla domenica e resta chiusa il lunedì. Orari e prezzi cambiano in base alle mostre in corso, quindi conviene verificarli sul sito ufficiale. I biglietti si possono acquistare anche online, evitando le code nei weekend. Per una visita completa di reggia e giardini serve una giornata intera. All’interno del complesso si trovano caffetterie e ristoranti per una pausa. Nei giardini è possibile anche noleggiare biciclette.

Come arrivare da Torino

Arrivare alla Reggia di Venaria da Torino è semplice. In treno si scende alla stazione Reggia di Venaria, a circa 500 metri dall’ingresso. Dal martedì alla domenica è attiva anche la navetta Venaria Express, con fermate in Piazza Castello e Piazza Vittorio Veneto. In auto si percorre la tangenziale nord, con uscita Venaria, e si parcheggia nei piazzali vicini.

La Reggia di Venaria è la prova che la bellezza può rinascere. Dopo un secolo da caserma, oggi accoglie oltre un milione di visitatori l’anno. Per chi vuole proseguire, il vicino Parco La Mandria offre boschi e sentieri da esplorare. Una giornata qui, in fondo, vale un viaggio nella Torino dei Savoia. E forse, tra gli stucchi della Galleria Grande, nessuno immaginerebbe che un tempo qui marciavano i soldati.

Voce Reggia di Venaria in breve
Fondazione1658, Carlo Emanuele II e Amedeo di Castellamonte
Da non perdereGalleria Grande, Sant’Uberto, Scuderie, Giardini
UNESCODal 1997, con le Residenze Sabaude
AperturaDal martedì alla domenica, chiusa il lunedì
Come arrivareTreno, navetta Venaria Express, auto
Tempo consigliatoUna giornata per reggia e giardini

di Martina Prigione

Condividi

Turismo

Escursioni

Food & Wine

Eventi

Post Correlati

  • Nel cuore del Monferrato, Conzano custodisce un legame unico con l’Australia, nato dall’emigrazione di tante famiglie verso il Queensland. Oggi questa storia rivive nel MASA – Migration as Art Museum, la Casa Museo creata dagli artisti australiani Stephen Copland e Meredith Brice. Domenica 25 ottobre 2026, alle 15.30, il museo inaugura Patrimonio e Viaggi, con opere di artisti da Australia, Giappone, Italia, Egitto, Libano e Regno Unito. Scopri il programma, tutte le opere e la storia del borgo.

  • La Val Grande è la più vasta area selvaggia d'Italia, a pochi chilometri dal Lago Maggiore. Un anello di circa 10 km parte da Cicogna, l'unico paese abitato del parco, sale all'Alpe Prà, con il masso coppellato affacciato sui laghi, e raggiunge l'Alpe Leciuri. La discesa porta a Pogallo, l'antico villaggio dei boscaioli, e il ritorno a Cicogna segue la suggestiva strada Sutermeister. Scopri la storia della valle, dalle teleferiche alla Resistenza, e tutti i consigli per percorrerla in sicurezza.

  • Il Bosco della Partecipanza di Trino è l'ultimo grande frammento delle antiche foreste della Pianura Padana, un'isola verde nel mezzo delle risaie. Dal 1275, quando il marchese Guglielmo VII lo donò ai trinesi, appartiene agli abitanti, che ogni anno si dividono la legna con il sistema delle sorti. Un anello di oltre 10 km parte dalla Cascina Guglielmina tra farnie, carpini e zone umide. Scopri la sua storia, i sentieri a piedi e in bici, le stagioni migliori e i luoghi da visitare nei dintorni.

  • L'Alpe Devero è una conca verde dell'alta Ossola, nel Parco Veglia Devero, circondata da larici e cime oltre i 2.500 metri. Da qui parte un facile anello adatto anche alle famiglie con bambini, che sale tra i prati fino a Crampiolo, piccolo villaggio di baite in pietra, e raggiunge il Lago di Codelago, bacino artificiale a 1.856 metri. Circa 380 metri di dislivello e tre ore e mezza di cammino. Scopri così come arrivare, cosa vedere, quali animali incontrare e dove mangiare tra rifugi e alpeggi.