Saluzzo: la capitale del Marchesato che sfidò i Savoia per quattro secoli
Ai piedi del Monviso c'è una città che per oltre quattrocento anni fu la capitale di uno Stato indipendente. Saluzzo conserva ancora oggi l'aspetto di una piccola corte rinascimentale, con vicoli in salita, palazzi nobiliari e chiese gotiche. Qui governarono i marchesi che tennero testa ai Savoia e alla Francia, e qui nacquero personaggi che hanno segnato la storia italiana. Passeggiare per la città alta è come sfogliare un libro di storia. Ecco da dove cominciare.
Il Marchesato di Saluzzo, uno Stato tra le Alpi
Il Marchesato di Saluzzo nacque nel 1142, quando Manfredo I, figlio di Bonifacio del Vasto, ereditò il territorio e lo trasformò in una signoria trasmessa per linea dinastica. Il piccolo Stato si estendeva tra il Po, la Stura di Demonte e le Alpi, comprendendo parte delle attuali province di Cuneo e Torino. Saluzzo ne fu la capitale e il centro politico. Per oltre quattro secoli la città fu così il cuore di uno Stato autonomo, stretto tra potenze molto più grandi.
L'età d'oro del Marchesato di Saluzzo
Il Quattrocento fu il secolo di maggiore splendore del Marchesato di Saluzzo, con i marchesi Ludovico I e Ludovico II. Il primo scelse una politica di prudente neutralità. Il secondo sviluppò i commerci e la vita culturale della città. A lui si deve il Buco di Viso, aperto nel 1480 e considerato il più antico traforo alpino: una galleria che collegava Saluzzo al Delfinato e alla Provenza.
La fine del Marchesato di Saluzzo
Dopo la morte di Ludovico II, la vedova Margherita di Foix assunse la reggenza, legando sempre più lo Stato alla Francia. Nel 1548 l'ultimo marchese, Gabriele, fu deposto e il territorio annesso al regno francese. Con il Trattato di Lione del 1601 Saluzzo passò infine ai Savoia, in cambio della Bresse e del Bugey. Ma i segni di quel passato sono ancora tutti visibili in città.
La Castiglia di Saluzzo, il castello dei marchesi
In cima alla città alta sorge la Castiglia, il castello dei marchesi, costruito alla fine del Duecento. Nell'Ottocento fu trasformato in carcere e mantenne questa funzione per molti decenni. Oggi la Castiglia di Saluzzo ospita il Museo della Civiltà Cavalleresca, il Museo della Memoria Carceraria e una collezione di arte contemporanea. È il punto più alto e più simbolico della visita a Saluzzo.
Dalla Castiglia di Saluzzo alla Torre Civica
Scendendo dalla Castiglia di Saluzzo si raggiunge l'Antico Palazzo Comunale, con la sala delle congregazioni e il soffitto a cassettoni del Quattrocento. Al terzo piano si trova la pinacoteca dedicata al pittore Matteo Olivero. Accanto svetta la Torre Civica: salendo in cima, lo sguardo spazia dalla pianura alla Rocca di Cavour, fino all'arco alpino.
Casa Cavassa, un gioiello del Rinascimento
Poco distante si trova Casa Cavassa, uno dei palazzi più eleganti di Saluzzo. Apparteneva alla famiglia Cavassa, nobilitata nel 1460, il cui esponente Galeazzo fu vicario generale del Marchesato. Dal 1505 il figlio Francesco la rinnovò in stile rinascimentale. Nel 1883 il marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio la acquistò e la fece restaurare.
Il Museo Civico di Casa Cavassa
Alla morte di Tapparelli d'Azeglio, nel 1890, il palazzo passò al Comune. L'anno successivo nacque il Museo Civico di Casa Cavassa, che espone arredi e opere d'arte del Quattrocento e del Cinquecento. Le sale ricostruiscono gli ambienti di una dimora nobiliare rinascimentale. Ma la città alta riserva anche altre sorprese.
Cosa vedere a Saluzzo: chiese e personaggi illustri
La chiesa di San Giovanni, risalente alla fine del Duecento, è tra le più antiche di Saluzzo. Custodisce la cappella funebre dei marchesi e la splendida cappella Cavassa. Più in basso sorge la Cattedrale dell'Assunta, della fine del Quattrocento, con un polittico cinquecentesco di Hans Clemer. Tra le cose da vedere a Saluzzo c'è anche la casa natale di Silvio Pellico, in piazzetta dei Mondagli.
Silvio Pellico e Giambattista Bodoni, figli di Saluzzo
Silvio Pellico nacque a Saluzzo il 25 giugno 1789. Patriota e scrittore, fu imprigionato dagli austriaci nella fortezza dello Spielberg e raccontò quell'esperienza in "Le mie prigioni", uno dei libri più letti del Risorgimento. Saluzzo ha dato i natali anche a Giambattista Bodoni, nato nel 1740. Trasferitosi a Parma, divenne uno dei più grandi tipografi della storia, e il carattere che porta il suo nome si usa ancora oggi in tutto il mondo.
Cosa vedere a Saluzzo in una giornata
Per scoprire Saluzzo basta una giornata. Conviene lasciare l'auto in basso e salire a piedi verso la città alta, partendo dal Duomo. Si prosegue poi verso Casa Cavassa, San Giovanni, la Torre Civica e infine la Castiglia. Lungo le salite della città alta, a ogni curva si apre uno scorcio sui tetti e sulle montagne. Così Saluzzo si rivela per ciò che è stata: la capitale orgogliosa di un piccolo Stato tra le Alpi.
| Luogo | Epoca | Da sapere |
|---|---|---|
| Castiglia | Fine XIII secolo | Castello dei marchesi, poi carcere, oggi musei |
| Antico Palazzo Comunale | XV secolo | Pinacoteca Matteo Olivero e Torre Civica |
| Casa Cavassa | XV-XVI secolo | Museo Civico dal 1891 |
| San Giovanni | Fine XIII secolo | Cappella funebre dei marchesi |
| Cattedrale | Fine XV secolo | Polittico di Hans Clemer |
| Casa di Silvio Pellico | 1789 | Casa natale del patriota |
DEL PIEMONTE POTREBBE INTERESSARTI ANCHE (clicca i link sotto riportati):
di Martina Prigione
Condividi
Turismo
Data: 6 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 5 Ottobre 2026
Data: 4 Ottobre 2026
Escursioni
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Food & Wine
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 7 Ottobre 2026
Data: 6 Ottobre 2026
Eventi
Data: 19 Ottobre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Data: 28 Settembre 2026
Nel cuore del Monferrato, Conzano custodisce un legame unico con l’Australia, nato dall’emigrazione di tante famiglie verso il Queensland. Oggi questa storia rivive nel MASA – Migration as Art Museum, la Casa Museo creata dagli artisti australiani Stephen Copland e Meredith Brice. Domenica 25 ottobre 2026, alle 15.30, il museo inaugura Patrimonio e Viaggi, con opere di artisti da Australia, Giappone, Italia, Egitto, Libano e Regno Unito. Scopri il programma, tutte le opere e la storia del borgo.
La Val Grande è la più vasta area selvaggia d'Italia, a pochi chilometri dal Lago Maggiore. Un anello di circa 10 km parte da Cicogna, l'unico paese abitato del parco, sale all'Alpe Prà, con il masso coppellato affacciato sui laghi, e raggiunge l'Alpe Leciuri. La discesa porta a Pogallo, l'antico villaggio dei boscaioli, e il ritorno a Cicogna segue la suggestiva strada Sutermeister. Scopri la storia della valle, dalle teleferiche alla Resistenza, e tutti i consigli per percorrerla in sicurezza.
Il Bosco della Partecipanza di Trino è l'ultimo grande frammento delle antiche foreste della Pianura Padana, un'isola verde nel mezzo delle risaie. Dal 1275, quando il marchese Guglielmo VII lo donò ai trinesi, appartiene agli abitanti, che ogni anno si dividono la legna con il sistema delle sorti. Un anello di oltre 10 km parte dalla Cascina Guglielmina tra farnie, carpini e zone umide. Scopri la sua storia, i sentieri a piedi e in bici, le stagioni migliori e i luoghi da visitare nei dintorni.
L'Alpe Devero è una conca verde dell'alta Ossola, nel Parco Veglia Devero, circondata da larici e cime oltre i 2.500 metri. Da qui parte un facile anello adatto anche alle famiglie con bambini, che sale tra i prati fino a Crampiolo, piccolo villaggio di baite in pietra, e raggiunge il Lago di Codelago, bacino artificiale a 1.856 metri. Circa 380 metri di dislivello e tre ore e mezza di cammino. Scopri così come arrivare, cosa vedere, quali animali incontrare e dove mangiare tra rifugi e alpeggi.





