Serra di Ivrea, la collina costruita da un ghiacciaio
Da lontano sembra una lunga collina, dritta come una riga tracciata sul paesaggio. In realtà la Serra di Ivrea non è una collina qualunque. È un enorme cumulo di rocce e detriti, abbandonato da un ghiacciaio che oggi non esiste più. Ed è la morena più grande d’Europa nel suo genere. Ai suoi piedi brilla il Lago di Viverone, il terzo lago del Piemonte. Mettiamoci in cammino.
Che cos’è la Serra di Ivrea
La Serra di Ivrea è una morena glaciale lunga circa 20 chilometri. Parte dalle pendici del Mombarone e scende verso sud-est, fino al Lago di Viverone. Attraversa tre province: Torino, Biella e Vercelli. I dislivelli arrivano a circa 600 metri nella zona di Andrate e calano a 250 verso Zimone. Gran parte della Serra di Ivrea è oggi area protetta e riconosciuta come geosito.
Il ghiacciaio Balteo e la grande morena
Per capire la grande morena bisogna immaginare il Pleistocene. Il ghiacciaio Balteo scendeva dalla Valle d’Aosta lungo la Dora Baltea e sbucava nella pianura. Avanzando, spingeva ai lati enormi quantità di rocce, ghiaia e sabbia. Quando si ritirò, quei detriti rimasero al loro posto, formando lunghe dorsali parallele. La Serra di Ivrea è la morena laterale sinistra di quel ghiacciaio scomparso. Le rocce che la compongono arrivano in gran parte dalle montagne valdostane. Camminarci sopra significa, letteralmente, calpestare frammenti delle Alpi trasportati a valle dal ghiaccio.
L’Anfiteatro morenico di Ivrea
La Serra di Ivrea fa parte di un sistema molto più ampio, l’Anfiteatro morenico di Ivrea. Copre oltre 500 chilometri quadrati ed è tra i meglio conservati d’Europa. Le sue colline disegnano un grande arco attorno alla città. Tra una cerchia e l’altra si sono formati laghi come Sirio, Candia e Viverone. Per scoprire l’Anfiteatro morenico c’è anche un ecomuseo dedicato, l’Ecomuseo AMI.
In cammino sulla Serra di Ivrea con la Via Francigena
Il modo più bello per scoprire la Serra di Ivrea è camminare. La Via Francigena la attraversa con la tappa da Ivrea a Viverone, lunga circa 20 chilometri. Si parte dalla cattedrale di Ivrea e si arriva alla chiesa di San Rocco di Viverone. Lungo il percorso si incontrano Bollengo, Palazzo Canavese e Piverone. Il percorso ha difficoltà media e offre fontane frequenti. In ognuno di questi paesi è possibile fermarsi per un pasto o una pausa. In una giornata di cammino tranquillo si attraversa la Serra di Ivrea quasi in tutta la sua lunghezza.
Le chiesette della Francigena
Sulla Serra di Ivrea, la tappa della Francigena custodisce due piccole chiese recuperate di recente. La prima è San Pietro, vicino a Bollengo. La seconda è il Gesiun di Piverone, una chiesetta romanica di cui restano i muri perimetrali e frammenti di affreschi. Da qui la vista sul lago è spettacolare. A Viverone e a Roppolo i pellegrini possono timbrare la credenziale con un sigillo disegnato dai bambini delle scuole.
Il Lago di Viverone, lo specchio della morena
Alla fine del cammino ecco il Lago di Viverone. È il terzo lago del Piemonte per estensione, con quasi sei chilometri quadrati di superficie. La profondità massima raggiunge i 50 metri. Le sue sponde si dividono tra i comuni di Viverone, Azeglio e Piverone, a cavallo tra Biellese e Canavese. Anche il Lago di Viverone è figlio del ghiacciaio, nato tra le cerchie moreniche. Dopo anni di problemi di inquinamento, dal 2008 è tornato quasi completamente balneabile. Oggi d’estate si nuota, si pesca e si va in barca, con la Serra di Ivrea a fare da sfondo.
Le palafitte sommerse patrimonio UNESCO
Il lago nasconde un segreto sotto la superficie. Sui fondali sono stati scoperti villaggi su palafitte dell’età del Bronzo. Le datazioni indicano insediamenti intorno al 1500-1450 e al 1050-1000 avanti Cristo. Dal 2011 le palafitte del Lago di Viverone fanno parte del sito UNESCO dei siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino. Chi passeggia sulla riva, insomma, cammina accanto a un villaggio di tremila anni fa. È forse il dettaglio più sorprendente di tutto il territorio della Serra di Ivrea.
Roppolo e i borghi della Serra
Lungo la Serra di Ivrea si affacciano borghi ricchi di storia. Il più scenografico è Roppolo, con il suo castello che domina il lago dall’alto della collina. Le origini risalgono al IX secolo, poi arrivarono i Bichieri e, dal 1441, i Valperga. Una leggenda racconta di uno scheletro in armatura trovato murato durante un restauro ottocentesco. Sul versante biellese, a Magnano, sorge invece la comunità monastica di Bose.
La Serra di Ivrea si percorre in ogni stagione, a piedi, in bicicletta o con brevi passeggiate. I vigneti di Erbaluce, il bianco del Canavese, accompagnano molti tratti. Il consiglio è dedicarle almeno un weekend, alternando cammino e soste sul lago. Ogni passo, ricordatelo, poggia sul lavoro di un ghiacciaio di centinaia di migliaia di anni fa.
| Luogo | In breve |
|---|---|
| Serra di Ivrea | Morena di circa 20 km, la più grande d’Europa nel suo genere |
| Anfiteatro morenico | Oltre 500 km² di colline e laghi glaciali |
| Via Francigena | Tappa Ivrea-Viverone, circa 20 km, difficoltà media |
| Lago di Viverone | Terzo lago del Piemonte, profondo fino a 50 m |
| Palafitte | Villaggi dell’età del Bronzo, UNESCO dal 2011 |
| Roppolo | Borgo con castello affacciato sul lago |
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di Martina Prigione
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