LAGHI, RISAIE E ALTO PIEMONTE

Gattinara DOCG: il "Barolo del nord" che nasce sulle rocce di un supervulcano

Sulle colline che si affacciano sul fiume Sesia, dove la pianura vercellese incontra le prime montagne, si produce uno dei grandi rossi d'Italia. È il Gattinara DOCG, un Nebbiolo elegante e longevo, spesso chiamato il "Barolo del nord". A renderlo unico è un segreto nascosto sotto i vigneti: le rocce di un antico vulcano. Per capirlo, bisogna tornare indietro di milioni di anni.

Il supervulcano della Valsesia e i suoli del Nebbiolo Alto Piemonte

Circa 300 milioni di anni fa, in questa zona era attivo un enorme supervulcano. Con la nascita delle Alpi, la sua struttura interna è stata sollevata e inclinata, fino a diventare visibile in superficie. Un caso unico al mondo, scoperto dai geologi nel 2009 e oggi tutelato dal Sesia Val Grande Geopark UNESCO. Proprio su queste rocce poggia il Gattinara DOCG, il vino più celebre tra quelli del Nebbiolo Alto Piemonte.

Porfidi e graniti: la mineralità del Nebbiolo Alto Piemonte

Il disciplinare descrive un sottosuolo di origine vulcanica, ricco di porfidi e graniti, con abbondanza di potassio, magnesio e ferro. Sono suoli acidi, molto diversi dalle marne calcaree delle Langhe. Per questo il Nebbiolo Alto Piemonte ha un carattere più teso e minerale, con un'acidità vivace. Nel Gattinara DOCG questa impronta vulcanica si sente nel bicchiere, ma c'è anche un altro protagonista da conoscere.

La Spanna, il nome locale del Nebbiolo

In questa parte del Piemonte il Nebbiolo si chiama Spanna. È con questo nome che i contadini di Gattinara hanno coltivato per secoli il vitigno, e ancora oggi molti produttori lo usano in etichetta per i loro vini più semplici. Il Gattinara DOCG deve contenere almeno il 90% di Spanna, a cui si possono aggiungere fino al 10% di Uva Rara e al massimo il 4% di Vespolina, due varietà tipiche della zona.

La Spanna e i vini del Vercellese

La Spanna è il filo che unisce molti vini del Vercellese e dell'Alto Piemonte, dalle colline di Gattinara fino alla Valsesia. Il Gattinara DOCG si produce però soltanto nel comune di Gattinara, su circa 100 ettari di vigneti tra i 250 e i 550 metri di quota. È una delle denominazioni più piccole e prestigiose d'Italia. E proprio per proteggere questa qualità, le regole di produzione sono molto severe.

Il disciplinare del Gattinara DOCG: invecchiamento e Riserva

Il Gattinara è diventato DOC nel 1967 e ha ottenuto la DOCG nel 1990. Il disciplinare impone un invecchiamento minimo di 35 mesi, di cui almeno 24 in legno, calcolati dal 1° novembre dell'anno della vendemmia. Per il Gattinara DOCG Riserva servono invece 47 mesi, di cui almeno 36 in legno. La gradazione minima è di 12,5% per la versione base e di 13% per la Riserva. Che cosa si trova, allora, nel bicchiere?

Le vigne storiche dei vini del Vercellese

Tra i vini del Vercellese, il Gattinara DOCG è anche quello che valorizza di più i singoli vigneti. Il disciplinare permette infatti di indicare in etichetta il nome della vigna, a patto che le viti abbiano almeno sette anni e che la resa resti bassa. Così, sulle bottiglie dei produttori compaiono nomi come Molsino o Valferana, che raccontano le diverse esposizioni delle colline. Ogni vigna regala sfumature diverse, e confrontarle è uno dei piaceri più belli per chi visita la zona.

Colore, profumi e abbinamenti del Gattinara DOCG

Il Gattinara DOCG ha un colore rosso granato con leggere sfumature aranciate, che si accentuano con gli anni. Il profumo è fine e speziato, con note di viola, rosa appassita, ciliegia ed erbe secche. Al palato è asciutto, con tannini eleganti, una bella freschezza e il caratteristico finale leggermente amarognolo. È un vino capace di invecchiare a lungo, che si abbina ai brasati, alla selvaggina, ai formaggi stagionati e ai piatti al tartufo.

Il borgo di Gattinara e la Torre delle Castelle

Gattinara è un borgo franco fondato nel 1242, con un impianto regolare di strade ancora riconoscibile nel centro storico. Qui nacque Mercurino Arborio di Gattinara, cancelliere dell'imperatore Carlo V e tra i diplomatici più importanti del Cinquecento. Sopra il paese, tra i filari, si erge la Torre delle Castelle, risalente all'XI secolo e simbolo del territorio. Dalla torre lo sguardo spazia sui vigneti del Gattinara DOCG e, nelle giornate limpide, fino al Monte Rosa.

Dove assaggiare il Gattinara DOCG

La prima tappa è l'Enoteca Regionale di Gattinara, ospitata nell'elegante Villa Paolotti, edificio di fine Ottocento nel centro del paese. Qui si possono scoprire e acquistare le etichette dei produttori locali e degli altri vini del Nord Piemonte. Poi si può proseguire nelle cantine storiche e nelle piccole aziende familiari, molte delle quali propongono visite e degustazioni su prenotazione. Un calice di Gattinara DOCG davanti alla Torre delle Castelle è il modo migliore per chiudere la giornata.

Voce Gattinara DOCG
ZonaSolo comune di Gattinara (VC), colline tra 250 e 550 m
DenominazioneDOC dal 1967, DOCG dal 1990
VitigniNebbiolo (Spanna) almeno 90%, Uva Rara fino al 10%, Vespolina max 4%
SuoliPorfidi e graniti di origine vulcanica
Invecchiamento35 mesi, di cui 24 in legno
Riserva47 mesi, di cui 36 in legno
AbbinamentiBrasati, selvaggina, formaggi stagionati, piatti al tartufo
Dove assaggiarloEnoteca Regionale a Villa Paolotti e cantine del territorio

di Martina Prigione

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