CANAVESE E BIELLESE

Ricetto di Candelo, il borgo dove non poteva vivere nessuno

Duecento edifici, mura, torri e strade di ciottoli. Eppure, per secoli, qui non ha abitato nessuno. Il Ricetto di Candelo, alle porte di Biella, è un borgo medievale nato per custodire vino e raccolti, non persone. Oggi è considerato uno degli esempi meglio conservati di questo tipo in Europa. Per capire perché, bisogna tornare al Medioevo e a una paura molto concreta.

Che cos’è il Ricetto di Candelo

La parola ricetto deriva dal latino receptum, cioè rifugio. Nel Medioevo molte comunità del Piemonte costruirono recinti fortificati di questo tipo. Servivano a proteggere i beni più preziosi: vino, grano e attrezzi agricoli. In caso di guerra o razzie, anche la popolazione poteva rifugiarsi all’interno. Era una forma di difesa collettiva, gestita dalla comunità e non da un signore. Il Ricetto di Candelo è tra i pochi sopravvissuti quasi intatti fino a oggi. Altri ricetti piemontesi sono stati inglobati dalle case o in parte demoliti. Quello di Candelo, invece, ha conservato mura, strade e funzione originaria.

Le origini del Ricetto tra Due e Trecento

Le origini del Ricetto risalgono probabilmente alla fine del Duecento o all’inizio del Trecento. Sorse su terreni concessi dalla famiglia Vialardi di Villanova. La sua esistenza è documentata con certezza nel 1374, quando la comunità di Candelo giurò fedeltà ai Savoia. Tra Quattro e Cinquecento il feudatario Sebastiano Ferrero vi fece costruire la sua residenza. È il Palazzo del Principe, ancora oggi l’edificio più imponente del borgo.

Il borgo che custodiva il vino

Ed ecco il dettaglio che rende unico il Ricetto di Candelo. Le circa duecento costruzioni, chiamate cellule, non erano abitazioni. Ogni famiglia possedeva un piccolo magazzino, ma viveva fuori dalle mura. Dentro si conservavano i prodotti della terra, soprattutto il vino. Per questo il Ricetto di Candelo è ricordato come il borgo che custodiva il vino. Solo nei momenti di pericolo le persone vi cercavano riparo.

Le cellule, cantine perfette

Le cellule hanno due piani sovrapposti, senza collegamento interno. Al piano terra si trovano le cantine, dove la temperatura resta intorno ai 12-15 gradi. È il clima ideale per far riposare il vino nelle botti. Al piano superiore si conservavano invece granaglie e altri raccolti. Le cellule del Ricetto erano, in pratica, una grande cantina collettiva protetta da mura. Una soluzione semplice e geniale, che metteva al sicuro il frutto di un anno di lavoro.

Come è fatto il Ricetto di Candelo

Il Ricetto di Candelo ha una pianta pentagonale e occupa circa 13.000 metri quadrati. Le mura misurano circa 470 metri di perimetro e sono rinforzate da torri angolari. Si entra da un solo varco, la Torre Porta, sul lato sud. Un tempo aveva due ponti levatoi, uno per i pedoni e uno per i carri. Varcata la soglia, il Medioevo appare quasi intatto. Sul lato sud, accanto alle mura, sorge il Municipio neoclassico costruito nel 1819. Poco fuori dal recinto si trova la chiesa di Santa Maria, con affreschi quattrocenteschi.

Le rue, strade pensate per l’acqua

All’interno corrono cinque strade parallele, chiamate rue, incrociate da due vie perpendicolari. La principale è più larga, per lasciar passare i carri carichi di uva. Il fondo è in ciottoli di fiume e le rue sono leggermente inclinate. Così la pioggia scorreva via senza ristagnare vicino alle cantine. Tra un edificio e l’altro, stretti passaggi chiamati riane favorivano l’aerazione. Anche le rue del Ricetto, insomma, lavoravano per proteggere il vino. Camminarci oggi richiede scarpe comode, ma regala scorci di rara bellezza.

Cosa vedere nel Ricetto di Candelo oggi

Oggi molte cellule del Ricetto di Candelo ospitano botteghe artigiane, laboratori d’arte, cantine e locali. Tre edifici formano l’Ecomuseo della Vitivinicoltura, che custodisce un grande torchio comunitario. Il percorso racconta il legame antico tra Candelo e la coltivazione della vite. Il borgo fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. L’ingresso è libero per gran parte dell’anno, salvo durante alcuni eventi.

Gli eventi del Ricetto

Il calendario degli eventi del Ricetto segue le stagioni. In primavera Candelo in fiore riempie rue e cortili di composizioni floreali. A settembre la rassegna Vinincontro riporta il vino al centro della scena. A dicembre arriva il Borgo di Babbo Natale, con mercatini e laboratori per famiglie. Non stupisce che il borgo sia stato scelto anche come set per film e produzioni televisive.

Perché visitare il Ricetto di Candelo

Visitare il Ricetto di Candelo significa vedere come vivevano, lavoravano e si difendevano le comunità contadine del Medioevo. Non è un castello di nobili, ma un luogo nato dalla vita quotidiana. Basta un pomeriggio per percorrerlo, ma conviene fermarsi in una delle sue cantine. Un calice di vino, in fondo, è il modo più coerente per rendere omaggio al borgo che lo custodiva. Da qui, Biella e le sue valli sono a pochi minuti, pronte per una nuova scoperta.

Voce Ricetto di Candelo in breve
EpocaFine XIII-inizio XIV secolo, documentato nel 1374
SuperficieCirca 13.000 m², pianta pentagonale
EdificiCirca 200 cellule su due piani
FunzioneDeposito di vino e raccolti, rifugio in caso di pericolo
Da vedereTorre Porta, rue, Palazzo del Principe, Ecomuseo
EventiCandelo in fiore, Vinincontro, Borgo di Babbo Natale

di Martina Prigione

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