CANAVESE E BIELLESE

Erbaluce di Caluso: il bianco nato dalle lacrime di una ninfa, in tre versioni da scoprire

Sulle colline lasciate dagli antichi ghiacciai, nel cuore del Canavese, cresce un'uva dal nome luminoso. L'Erbaluce di Caluso è uno dei bianchi più originali del Piemonte: da un solo vitigno nascono un vino fermo, uno spumante e un passito pregiato. E come ogni grande vino, anche questo ha la sua leggenda, legata a una ninfa figlia del Sole e dell'Alba. Prima di scoprire come si beve, conviene ascoltare la sua storia.

La leggenda della ninfa Albaluce

Secondo la tradizione, Albaluce era una fanciulla bellissima, figlia del Sole e dell'Alba. In una delle versioni più note, durante una carestia gli abitanti prosciugarono il lago di Viverone per ricavare nuovi campi. Le acque straripate devastarono però le terre circostanti. Albaluce pianse per giorni e notti, e dalle sue lacrime nacquero le viti dagli acini dorati. Così, secondo il racconto popolare, nacque l'Erbaluce di Caluso.

Un'altra leggenda dell'Erbaluce di Caluso

Esiste anche una seconda versione, più romantica. La ninfa si innamorò di un giovane pastore, ma gli dei si opposero alla loro unione e scatenarono una tempesta. Per restare per sempre accanto a lui, Albaluce lo trasformò in un grappolo d'uva. Si dice che ogni mattina gli acini dell'Erbaluce di Caluso si illuminino della luce dorata del sole, in ricordo di quell'amore. Ma oltre al mito c'è una storia documentata.

Il vino del Canavese: storia e DOCG

L'Erbaluce è un vitigno autoctono antico. La prima citazione scritta risale al 1606, quando Giovan Battista Croce, gioielliere alla corte del duca Carlo Emanuele I di Savoia, lo ricordò con il nome di "Elbalus". Gli acini sono piccoli e sferici, di colore giallo ambrato, e al sole si tingono a volte di riflessi rosati. Secondo alcune ricostruzioni, il nome potrebbe derivare dal latino "Alba lux", luce dell'alba, proprio come la ninfa della leggenda. È il vino del Canavese per eccellenza, e per lungo tempo è stato il principale vitigno bianco coltivato in queste terre.

Dalla DOC alla DOCG del vino del Canavese

L'Erbaluce di Caluso ha ottenuto la DOC nel 1967 e la DOCG nel 2010. La zona di produzione comprende 31 comuni: 26 in provincia di Torino, 3 in provincia di Biella e 1 in provincia di Vercelli, con Caluso come centro storico. Tradizionalmente la vite viene allevata con la "pergola calusiese", con filari distanti anche più di cinque metri, una forma pensata per un vitigno vigoroso e dal germogliamento tardivo. Ed è qui che il vitigno rivela la sua sorprendente versatilità.

Erbaluce di Caluso: tre vini in uno

Da un'unica uva nascono tre vini molto diversi. Il primo è il bianco fermo, fresco e sapido, ideale come aperitivo o con piatti di pesce. Il secondo è lo spumante, prodotto esclusivamente con il metodo classico e con almeno 15 mesi di affinamento sui lieviti. La sua produzione è iniziata negli anni Sessanta del Novecento. Il terzo è forse il più prezioso.

L'Erbaluce passito, un tesoro dolce del Piemonte

Per l'Erbaluce passito i grappoli migliori vengono messi ad appassire per circa cinque mesi su appositi graticci. Il mosto ottenuto è dolce e concentrato, e dà vita a un vino ambrato e intenso. La versione Riserva richiede almeno 48 mesi di invecchiamento. L'Erbaluce passito è considerato uno dei vini dolci più pregiati del Piemonte, perfetto con i formaggi erborinati e la pasticceria secca.

Caluso e le colline dell'anfiteatro morenico

Il segreto dell'Erbaluce di Caluso sta anche nel suo territorio. Le vigne crescono sulle colline dell'anfiteatro morenico di Ivrea, formate dai detriti del grande ghiacciaio che scendeva dalla Valle d'Aosta. I terreni sono sabbiosi e ricchi di sassi, ben drenati e luminosi. Le escursioni termiche tra giorno e notte aiutano a conservare l'acidità dell'uva, che dona freschezza al vino fermo ed è preziosa anche per lo spumante e il passito. Caluso, con le sue cantine e la sua storia, è la capitale di questo piccolo mondo del vino.

Le cantine di Caluso e del Canavese

Intorno a Caluso si trovano numerose cantine, molte delle quali a conduzione familiare. Diverse aziende accolgono i visitatori per degustazioni e visite in vigna, su prenotazione. È il modo migliore per assaggiare le tre versioni dell'Erbaluce una accanto all'altra e capire come cambia lo stesso vitigno. E c'è un momento dell'anno in cui la città diventa una festa.

Dove assaggiare l'Erbaluce di Caluso

Ogni settembre Caluso celebra il suo vino con la Festa dell'Uva e dell'Erbaluce, tra degustazioni, sfilate e spettacoli. Il momento più atteso è l'elezione della Ninfa Albaluce, la ragazza che per un anno rappresenta la tradizione del territorio. In ogni stagione, però, una visita in cantina permette di scoprire l'Erbaluce di Caluso nel luogo in cui nasce.

Voce Erbaluce di Caluso
VitignoErbaluce, autoctono, citato dal 1606
RiconoscimentiDOC 1967, DOCG 2010
Zona31 comuni tra Torino, Biella e Vercelli
TipologieFermo, spumante metodo classico, passito
Passito RiservaAlmeno 48 mesi di invecchiamento
AbbinamentiAperitivo, pesce, formaggi erborinati, dolci secchi
EventoFesta dell'Uva di Caluso, a settembre

di Martina Prigione

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