Bergamotto di Reggio Calabria, l'agrume segreto dei profumi
Spruzzate il vostro profumo preferito e chiudete gli occhi. Quella prima nota fresca e luminosa ha buone probabilità di arrivare dalla Calabria. Il bergamotto di Reggio Calabria è infatti uno degli ingredienti più usati della profumeria mondiale. Eppure pochi sanno da dove viene davvero. E ancora meno immaginano quanto sia piccolo il territorio che lo produce.
La storia di questo agrume unisce contadini, inventori e grandi maison. Attraversa tre secoli e parte da una stretta fascia di costa affacciata sullo Stretto. Per capire perché il bergamotto di Reggio Calabria sia così prezioso, bisogna cominciare proprio da lì.
Bergamotto di Reggio Calabria: un agrume che cresce quasi solo qui
Il bergamotto ha un'origine incerta, discussa ancora oggi dagli studiosi. Anche il nome è un piccolo mistero. Una tradizione lo lega alla città spagnola di Berga, ipotesi però considerata infondata. Di certo c'è che il bergamotto di Reggio Calabria trovò sulla costa calabrese un clima unico. Nessun altro luogo al mondo è riuscito a replicarlo con gli stessi risultati.
Una striscia di costa tra Villa San Giovanni e Monasterace
Le piantagioni di bergamotto di Reggio Calabria occupano circa 1.500 ettari. Si estendono da Villa San Giovanni, sullo Stretto, fino a Monasterace, sulla costa ionica. Qui si concentra circa il 90% della produzione mondiale di bergamotto. Il tratto ionico è noto anche come Costa dei Gelsomini, nome che già evoca il profumo. Le varietà coltivate sono tre: Femminello, Castagnaro e Fantastico.
Dalle spugne alla macchina calabrese: la storia del bergamotto
La prima piantagione intensiva documentata risale al 1750. Fu Nicola Parisi a impiantare un bergamotteto vicino a Reggio Calabria. All'inizio, però, il bergamotto di Reggio Calabria si lavorava interamente a mano. Gli operai premevano la scorza e facevano assorbire l'essenza da spugne naturali. Il liquido veniva poi raccolto in contenitori di terracotta smaltata. Era un lavoro lento e faticoso, che limitava la produzione.
1844, l'invenzione di Nicola Barillà
La svolta arrivò nel 1844 grazie a Nicola Barillà. Il suo congegno, chiamato "macchina calabrese", comprimeva e raschiava i frutti in modo meccanico. Così l'estrazione del bergamotto di Reggio Calabria divenne più veloce e la qualità dell'essenza aumentò. Fu l'inizio di una vera industria, capace di rispondere alla domanda internazionale. E quella domanda, intanto, cresceva soprattutto in un settore preciso.
Bergamotto e profumi: dall'Acqua di Colonia alla profumeria moderna
Il legame tra bergamotto e profumi ha una data simbolo: il 1709. In quell'anno Giovanni Maria Farina, profumiere nato a Santa Maria Maggiore, aprì la sua attività a Colonia. Lì creò l'Eau de Cologne unendo il bergamotto e altri oli di agrumi all'alcol puro. Tra i suoi clienti figurarono Napoleone, la regina Vittoria e Goethe. Da quel momento il bergamotto di Reggio Calabria diventò ricercatissimo dai profumieri di tutta Europa.
Perché l'olio essenziale di bergamotto è insostituibile
Il segreto del bergamotto di Reggio Calabria sta nella complessità della sua essenza. L'olio essenziale di bergamotto contiene circa 350 componenti chimici e rappresenta la base di quasi tutti i profumi. Le sue note fresche aprono la fragranza e legano gli altri ingredienti. Persino Gabriele D'Annunzio sosteneva di non poterne fare a meno. Ma una ricchezza così preziosa andava anche protetta.
Bergamotto DOP: la tutela dell'oro verde calabrese
Nel 2001 l'Unione Europea ha riconosciuto la DOP "Bergamotto di Reggio Calabria – Olio essenziale". Il marchio tutela l'essenza estratta a freddo dai frutti coltivati nell'area di produzione. Già dal 1977, inoltre, la Regione aveva affidato al Consorzio del Bergamotto la valorizzazione del prodotto. Per questo il bergamotto di Reggio Calabria viene spesso chiamato "oro verde". Oggi, però, il frutto non vive soltanto nelle boccette.
Bergamotto in cucina e il Museo del Bergamotto di Reggio Calabria
Il bergamotto conquistò presto anche la tavola. Già nel 1686 un gelatiere siciliano serviva al Café Procope di Parigi gelati e sorbetti aromatizzati con la sua essenza. Oggi la scorza profuma il tè Earl Grey, le marmellate e i canditi. In Calabria finisce anche in risotti, dolci e condimenti. Il bergamotto di Reggio Calabria, insomma, sa essere versatile quanto un grande ingrediente da chef.
Il Museo del Bergamotto, tre secoli in una visita
Chi vuole toccare con mano questa storia può visitare il Museo del Bergamotto, nel centro di Reggio Calabria. Lo ha fondato Vittorio Caminiti, presidente dell'Accademia del Bergamotto. All'interno sono esposti strumenti d'epoca, macchine per l'estrazione e fotografie storiche. Tra i pezzi più preziosi c'è proprio una macchina calabrese del 1844. Uno spazio dedicato permette anche di annusare fragranze e prodotti a base di bergamotto di Reggio Calabria.
Bergamotto di Reggio Calabria, un viaggio che inizia dal naso
Il bergamotto di Reggio Calabria racconta un paradosso affascinante. Un agrume poco noto al grande pubblico ha conquistato le profumerie di tutto il mondo. Dietro quella nota fresca ci sono secoli di lavoro, invenzioni e passione. La prossima volta che indosserete un profumo, cercate il bergamotto tra gli ingredienti. Poi, magari, pianificate un viaggio lungo la Costa dei Gelsomini, dove tutto è cominciato.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Area di produzione | Provincia di Reggio Calabria, da Villa San Giovanni a Monasterace |
| Quota mondiale | Circa il 90% della produzione |
| Superficie coltivata | Circa 1.500 ettari |
| Varietà | Femminello, Castagnaro, Fantastico |
| Date chiave | 1709 Acqua di Colonia, 1750 primo bergamotteto, 1844 macchina calabrese |
| Tutela | DOP "Bergamotto di Reggio Calabria – Olio essenziale" dal 2001 |
| Da visitare | Museo del Bergamotto, centro di Reggio Calabria |
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di Martina Prigione
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