Conca del Pra: il pianoro alpino nel cuore delle valli valdesi
Alla testata della Val Pellice, dopo un'ora e mezza di cammino tra larici e cascate, il sentiero si apre su un grande pianoro circondato da cime. È la Conca del Pra, uno dei luoghi più amati dagli escursionisti del Torinese. Qui la montagna racconta due storie: quella di una comunità religiosa che ha resistito per secoli e quella di un partigiano alpinista a cui è dedicato il rifugio. Ecco come scoprirle, passo dopo passo.
Le valli valdesi, una storia di resistenza
La Val Pellice, insieme alla Val Chisone e alla Valle Germanasca, forma le cosiddette valli valdesi. Qui trovarono rifugio i seguaci di Valdo di Lione, movimento religioso nato nel XII secolo e perseguitato in Francia e in Italia. Nel 1532, durante l'assemblea di Chanforan, i valdesi aderirono alla Riforma protestante. Ancora oggi Torre Pellice è il centro storico e culturale della comunità. Per capire la Conca del Pra, bisogna conoscere questa storia.
Dalle persecuzioni alla libertà nelle valli valdesi
Nel 1655 le cosiddette Pasque piemontesi causarono migliaia di vittime tra i valdesi. Nel 1689, dopo l'esilio in Svizzera, circa mille di loro tornarono nelle valli con il "Glorioso rimpatrio", una marcia di quindici giorni attraverso le Alpi. Solo il 17 febbraio 1848 il re Carlo Alberto concesse ai valdesi i pieni diritti civili e politici, con le Lettere Patenti. Oggi le valli valdesi conservano templi, scuole e luoghi della memoria.
Val Pellice trekking: la salita da Villanova
L'escursione alla Conca del Pra parte da Villanova, frazione di Bobbio Pellice, a circa 1.230 metri. La via classica segue una mulattiera che sale tra larici, torrenti e cascate. Lungo il cammino si incontrano i ruderi del forte di Mirabouc e la cascata del Pis, uno dei punti più scenografici del percorso.
Il Val Pellice trekking in cifre
Questo Val Pellice trekking misura circa 4 chilometri, con circa 510 metri di dislivello, e richiede circa un'ora e 45 minuti di salita. La difficoltà è facile. Chi cerca un ambiente più selvaggio può scegliere il Sentiero dell'Inverso, che percorre il versante opposto della valle, più ombroso. Esiste anche una strada sterrata che parte da un parcheggio più alto e accorcia la salita di circa 100 metri. Poi, all'improvviso, la valle si allarga.
La Conca del Pra, un anfiteatro tra le cime
La Conca del Pra è un ampio pianoro di pascoli e prati, chiuso come un anfiteatro dalle montagne. Sulla destra si alzano il Monte Meidassa e il Monte Granero, mentre a sinistra si apre il Colle della Croce, antico passaggio verso il Queyras francese. D'estate la Conca del Pra si riempie di mandrie al pascolo e di escursionisti, mentre d'inverno diventa un paesaggio silenzioso coperto di neve.
Il Rifugio Jervis e la storia di Willy
Al centro della conca sorge il Rifugio Willy Jervis, a 1.732 metri, inaugurato nel 1950 e gestito dalla sezione CAI Uget Val Pellice. È aperto tutto l'anno e dispone di circa 90 posti letto, con una dépendance ricavata nel 2015 da una vecchia caserma restaurata.
Chi era Willy Jervis, l'uomo del Rifugio Jervis
Guglielmo "Willy" Jervis nacque a Napoli nel 1901, ma la sua famiglia aveva profondi legami con la Val Pellice. Ingegnere alla Olivetti di Ivrea, fu un alpinista esperto e un pioniere dell'hockey su ghiaccio in Italia. Dopo l'8 settembre 1943 entrò nella Resistenza: guidò prigionieri alleati verso la Svizzera e divenne commissario delle formazioni di Giustizia e Libertà. Organizzò anche i primi lanci di rifornimenti alleati. Arrestato dalle SS nel marzo 1944 al ponte di Bibiana, con armi ed esplosivi, trascorse cinque mesi nel carcere torinese delle Nuove. Fu poi fucilato dai tedeschi a Villar Pellice nell'agosto dello stesso anno. Sulla copertina di una Bibbia aveva scritto: "Non piangetemi, muoio per aver servito un'idea".
Sapori d'alpeggio alla Conca del Pra
La Conca del Pra è anche una meta golosa. Oltre al rifugio, in stagione si può fare tappa alla Ciabota del Pra, una baita trasformata in punto di ristoro, oppure alla Grangia Catalin, agriturismo dove si producono formaggi d'alpeggio. Assaggiarli dopo la salita è uno dei piaceri dell'escursione.
Consigli pratici per la Conca del Pra
La Conca del Pra si può raggiungere tutto l'anno. Lungo il percorso si attraversano torrenti e pareti rocciose, e una passerella sospesa richiede attenzione. D'inverno servono ciaspole e, nei tratti ghiacciati, ramponi: in quella stagione è bene informarsi sulle condizioni di neve e sul rischio valanghe prima di partire.
Oltre la Conca del Pra: colli e rifugi
Dalla Conca del Pra partono itinerari per più giorni, tra cui il Giro del Monviso e la Grande Traversata delle Alpi. Chi è allenato può salire al Rifugio Granero, a 2.377 metri, ai piedi del Monte Granero, con circa due ore e mezza di cammino, oppure raggiungere il Colle della Croce e affacciarsi sulla Francia.
| Voce | Conca del Pra |
|---|---|
| Partenza | Villanova, Bobbio Pellice (circa 1.230 m) |
| Arrivo | Rifugio Willy Jervis, 1.732 m |
| Lunghezza | Circa 4 km |
| Dislivello | Circa 510 m |
| Durata | Circa 1 ora e 45 minuti in salita |
| Difficoltà | Facile, anche d'inverno con ciaspole |
| Da vedere | Forte di Mirabouc, cascata del Pis, Conca del Pra |
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di Martina Prigione
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