Nocciola Piemonte IGP, il frutto d'oro delle Langhe
Tra agosto e settembre, sulle colline delle Langhe, i noccioli lasciano cadere a terra i loro frutti maturi. È il momento della raccolta di un prodotto che ha cambiato la storia del territorio e quella della pasticceria mondiale. La nocciola Piemonte IGP è considerata da molti la migliore nocciola al mondo. Dietro questo primato ci sono una varietà unica, secoli di lavoro contadino e alcune intuizioni geniali. Il suo nome è legato al gianduiotto, alla Nutella e a una fiera che si ripete da oltre settant'anni. Per capire come un piccolo frutto sia diventato un simbolo, bisogna partire dalla pianta.
Tonda Gentile Trilobata, la varietà della nocciola Piemonte IGP
La denominazione protegge un'unica varietà, la Tonda Gentile Trilobata, conosciuta anche come Tonda Gentile delle Langhe. Il riconoscimento nazionale come IGP risale al 1993, mentre la registrazione europea è arrivata nel 1996. Il disciplinare ammette la coltivazione in diverse province del Piemonte, ma il cuore produttivo resta la provincia di Cuneo. Qui, tra Langhe e Roero, la nocciola Piemonte IGP ha trovato suoli e clima ideali. La Tonda Gentile Trilobata, però, non è apprezzata soltanto per la provenienza. Sono le sue qualità a renderla così ricercata.
Le caratteristiche della Tonda Gentile Trilobata
Le caratteristiche della Tonda Gentile Trilobata sono precise e misurabili. Il frutto ha forma quasi sferica, leggermente trilobata, con un calibro compreso tra 17 e 21 millimetri. Il guscio è sottile e la resa alla sgusciatura oscilla tra il 40 e il 50 per cento. Dopo la tostatura la pellicina si stacca con facilità, e l'aroma diventa intenso e persistente. Anche la conservabilità è ottima. Per l'industria dolciaria, la nocciola Piemonte IGP è quindi un ingrediente quasi perfetto. Eppure, poco più di un secolo fa, in queste colline dominavano ancora le vigne.
Storia della nocciola nelle Langhe: dalla vite al noccioleto
La storia della nocciola nelle Langhe è segnata da una crisi. Alla fine dell'Ottocento la fillossera, la peronospora e altri parassiti colpirono duramente i vigneti. Molti agricoltori non riuscivano più a vivere del vino e cercarono un'alternativa. Il nocciolo, pianta rustica e adatta ai terreni collinari, cominciò così a diffondersi. Dagli anni Cinquanta del Novecento la coltura crebbe fino a diventare un riferimento economico e paesaggistico. Oggi la nocciola Piemonte IGP disegna interi versanti. In una zona precisa, però, il legame è ancora più forte.
I noccioleti dell'Alta Langa
I noccioleti dell'Alta Langa occupano le colline più alte e fresche del territorio. Dagli anni Sessanta, con l'arrivo delle denominazioni d'origine per il vino, le zone si sono specializzate. Le Basse Langhe hanno puntato sui grandi rossi, mentre l'Alta Langa ha scelto sempre più la nocciola. Il risultato è un paesaggio ordinato, fatto di filari bassi e boschi. Chi percorre queste strade in estate attraversa un mare verde di noccioleti. Ma il vero salto di notorietà della nocciola Piemonte IGP è avvenuto lontano dai campi, nelle botteghe dei cioccolatieri.
Gianduia e gianduiotto: quando la nocciola diventa cioccolato
La nascita del gianduia viene tradizionalmente collegata al blocco continentale voluto da Napoleone nel 1806. Con il cacao scarso e costoso, i cioccolatieri torinesi lo avrebbero mescolato con le nocciole locali. Gli storici invitano alla prudenza, perché mancano documenti diretti su quella produzione. È certo invece che nel 1865 Caffarel presentò il gianduiotto, con la sua inconfondibile forma a barchetta. Il nome richiama Gianduja, la maschera piemontese del Carnevale. Da allora la nocciola Piemonte IGP e il cioccolato sono inseparabili. Il capitolo più famoso, tuttavia, doveva ancora essere scritto.
Da Alba alla Nutella: la nocciola nell'industria dolciaria
Nel secondo dopoguerra il cacao era ancora un lusso. Ad Alba, il 14 maggio 1946, Pietro Ferrero trasformò il suo laboratorio in un'impresa industriale. Il primo prodotto fu la Pasta Gianduja, o Giandujot, un pane a base di nocciole da tagliare a fette. Seguì la Supercrema, spalmabile e ancora più economica. Nel 1964 il figlio Michele ne perfezionò la ricetta e la chiamò Nutella. Così la nocciola nell'industria dolciaria diventò un fenomeno globale. Oggi quasi tutta la produzione di nocciola Piemonte IGP è destinata a pasticceria e cioccolato.
Cortemilia e la Fiera nazionale della nocciola
Per vivere la nocciola da vicino bisogna andare a Cortemilia, considerata la capitale della nocciola delle Langhe. Qui, ogni anno a fine agosto, si svolge la Fiera nazionale della nocciola. L'edizione del 2026, la settantaduesima, si è tenuta dal 22 al 30 agosto. Il programma unisce degustazioni, premiazioni, musica e momenti dedicati ai produttori. È l'occasione ideale per assaggiare la nocciola Piemonte IGP nelle sue forme più diverse. Tra le specialità in vetrina, una in particolare merita un assaggio.
La torta di nocciole, il dolce delle Langhe
La torta di nocciole è il dolce simbolo delle Langhe. Nasce dalla cucina contadina e richiede pochi ingredienti: nocciole tostate e tritate, uova, zucchero e burro. Molte ricette tradizionali non prevedono farina, oppure ne usano pochissima. Il risultato è una torta rustica, profumata e sorprendentemente leggera. Si accompagna spesso a uno zabaione o a un bicchiere di Moscato. In ogni fetta si ritrova la storia della nocciola Piemonte IGP, nata da una crisi e diventata un'eccellenza conosciuta in tutto il mondo.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Denominazione | Nocciola Piemonte IGP (1993, registrazione UE 1996) |
| Varietà | Tonda Gentile Trilobata |
| Calibro | Da 17 a 21 mm |
| Raccolta | Da fine agosto a metà settembre |
| Capitale | Cortemilia, sede della Fiera nazionale della nocciola |
| Da assaggiare | Gianduiotto, torta di nocciole, creme spalmabili |
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di Martina Prigione
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