APPENNINO PIEMONTESE

Val Borbera: il canyon smeraldo e la valle dei 18 geni

Un canyon scavato nella roccia, borghi dai nomi liguri e un villaggio fantasma sotto il Monte Antola. Già così la Val Borbera sorprende chi arriva per la prima volta. Ma questa valle dell’Appennino Piemontese custodisce anche un primato che pochi conoscono. Grazie ai suoi abitanti, la scienza ha scoperto diciotto geni umani mai descritti prima. Per arrivarci, però, conviene partire dalla geografia.

Dove si trova la Val Borbera

La Val Borbera si trova nell’estremo sud-est del Piemonte, in provincia di Alessandria. Il torrente Borbera nasce sul versante piemontese del Monte Antola. Dopo circa 38 chilometri si getta nello Scrivia, vicino all’area romana di Libarna. È l’unica valle piemontese che confina con l’Emilia-Romagna. Per secoli la Val Borbera è stata legata alla Repubblica di Genova. Lo ricordano ancora i nomi dei paesi: Cabella Ligure, Carrega Ligure, Rocchetta Ligure.

Le Strette di Pertuso, il canyon della Val Borbera

Il primo colpo d’occhio è garantito dalle Strette di Pertuso. Qui il torrente ha scavato una gola lunga circa quattro chilometri, tra Persi e Pertuso. È la porta d’ingresso naturale della Val Borbera. Il canyon raggiunge i cento metri di profondità e in alcuni punti è largo appena dieci. La sua storia geologica comincia nell’Oligocene, decine di milioni di anni fa. Le Strette di Pertuso segnano il confine tra Borghetto di Borbera e Cantalupo Ligure.

La strada provinciale 140 corre lungo il fondovalle e offre diversi accessi al greto. D’estate l’acqua limpida, dai riflessi verdi, attira bagnanti ed escursionisti. Tra le rocce volano poiane, gheppi e martin pescatori. Conviene però muoversi con prudenza, soprattutto dopo le piogge, quando il torrente si ingrossa. E la Val Borbera, oltre il canyon, ha ancora molto da raccontare.

I borghi della Val Borbera

Risalendo la valle, il paesaggio si fa più verde e silenzioso. I borghi della Val Borbera sono piccoli, spesso arroccati, e conservano storie inattese. Eccone tre, molto diversi tra loro.

Borgo Adorno e il suo castello

Borgo Adorno è una frazione di Cantalupo Ligure, lungo il torrente Besante. Nel Medioevo apparteneva ai genovesi Spinola, che vi costruirono un castello. Nel 1518 il feudo passò ad Agostino Adorno, esponente di una grande famiglia dogale. Dopo una frana seicentesca nacque l’attuale palazzo Botta Adorno, con portale barocco e cappella. Oggi il castello di Borgo Adorno ospita la casa museo dell’artista Clemen Parrocchetti. È uno dei luoghi più eleganti dell’intera Val Borbera.

Rocchetta Ligure e la memoria della Resistenza

Durante la Seconda guerra mondiale la valle fu cuore della Sesta Zona Operativa partigiana. Il comando aveva sede proprio in Val Borbera, a Carrega Ligure. A Rocchetta Ligure, dentro Palazzo Spinola, un museo custodisce questa memoria dal 1990. Il Museo della Resistenza e della Vita Sociale racconta anche la vita quotidiana della valle. Fotografie e testimonianze rendono Rocchetta Ligure una tappa preziosa.

Reneuzzi, il borgo fantasma

Più in alto, a 1.075 metri, si nasconde Reneuzzi. È una frazione di Carrega Ligure, sul versante nord del Monte Antola. Il villaggio fu abbandonato nel 1961 e oggi non si raggiunge in auto. Ci si arriva a piedi lungo un’antica mulattiera, dalle frazioni di Campassi o Vegni. Tra le case in rovina resiste l’oratorio di San Bernardo. Reneuzzi è il simbolo dello spopolamento che ha segnato la Val Borbera nel Novecento. Eppure proprio da quelle comunità isolate nasce la scoperta più sorprendente.

La valle dei 18 geni: il segreto della Val Borbera

Proprio quell’isolamento ha reso la Val Borbera unica agli occhi della scienza. Per secoli le strade erano poche e le famiglie restavano nei propri paesi. Fino al 1920, circa il novanta per cento dei matrimoni avveniva tra abitanti della valle. Ne è nata una popolazione geneticamente molto omogenea. Alla fine degli anni Duemila il San Raffaele di Milano ha avviato qui uno studio guidato da Daniela Toniolo. Oltre 1.300 volontari degli otto comuni hanno donato sangue e ricostruito le proprie genealogie.

Il risultato ha sorpreso tutti. I ricercatori hanno identificato diciotto geni umani mai descritti prima. Alcuni regolano i livelli dei globuli bianchi, altri la formazione delle cellule del sangue. Sono geni presenti in tutti noi, ma diluiti nelle popolazioni più mescolate. Il segreto della Val Borbera li ha resi visibili per la prima volta.

Natura e sentieri dell’Alta Val Borbera

L’ultima sorpresa è la natura. Il territorio di Carrega Ligure è oggi un parco naturale, affidato alle Aree protette dell’Appennino Piemontese. Sui crinali dell’Alta Val Borbera svetta il Monte Ebro, la vetta più alta della provincia, con i suoi 1.700 metri. I sentieri attraversano faggete, prati e borghi dimenticati. Nelle giornate limpide, dalle cime, lo sguardo arriva fino al mare.

Ecco perché la Val Borbera è davvero la valle che non ti aspetti. Ha un canyon, castelli, una storia partigiana e un segreto scritto nel DNA. Il modo migliore per scoprirla è lentamente, con scarpe da trekking e qualche giorno a disposizione.

Luogo Cosa scoprire Comune
Strette di PertusoCanyon di circa 4 km, profondo fino a 100 mBorghetto di Borbera e Cantalupo Ligure
Borgo AdornoCastello degli Adorno e casa museoCantalupo Ligure
Palazzo SpinolaMuseo della Resistenza e della Vita SocialeRocchetta Ligure
ReneuzziBorgo fantasma abbandonato nel 1961Carrega Ligure
Monte EbroVetta più alta della provincia, 1.700 mCrinale Borbera-Curone

di Martina Prigione

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