Nel 2014 l’UNESCO ha inserito Langhe, Monferrato e Roero nella lista dei paesaggi vitivinicoli patrimonio dell’umanità, insieme a luoghi come la Borgogna o la Val d’Orcia. Eppure, rispetto a queste ultime, il Piemonte resta ancora una meta meno “battuta” dal turismo internazionale, un vantaggio, se sai come muoverti.

Non stiamo parlando di un’unica zona omogenea, ma di tre territori con identità distinte, spesso confusi tra loro anche da chi li visita per la prima volta.

Tre territori, tre anime diverse

Le Langhe sono la parte più “scenografica”: colline ripide coperte di vigneti a perdita d’occhio, borghi arroccati come La Morra o Barolo, e una fitta rete di cantine storiche. È il territorio più conosciuto, quello delle cartoline, ma anche il più affollato nei weekend autunnali.

Il Monferrato, più a est, ha un paesaggio meno scosceso e più ondulato, punteggiato da castelli medievali (ne conta oltre 100) e da borghi meno turistici come Moncalvo o Vignale. È la zona ideale per chi cerca un ritmo più lento, senza rinunciare alla qualità di vini e cucina.

Il Roero, sulla sponda opposta del Tanaro rispetto alle Langhe, è forse il meno conosciuto dei tre, caratterizzato da formazioni sabbiose chiamate “rocche” che creano un paesaggio quasi lunare in alcuni tratti, molto diverso dalle colline classiche piemontesi.

Quando andare (e quando evitare la folla)

vendemmia

Settembre e ottobre, durante la vendemmia, sono i mesi più suggestivi ma anche i più affollati, soprattutto nelle Langhe. Se vuoi vivere gli stessi paesaggi con meno traffico e prezzi più accessibili, la tarda primavera (maggio-giugno) offre colline già verdi e fiorite, con un’affluenza turistica molto più contenuta — un’informazione che raramente viene segnalata nelle guide classiche, ma che chi vive il territorio conosce bene.

Come muoversi tra i tre territori

Un errore comune è pensare di visitare Langhe, Monferrato e Roero come un’unica tappa: le distanze via strada tra i punti più lontani superano l’ora di macchina, e le strade collinari, per quanto panoramiche, richiedono tempi di percorrenza più lunghi di quanto suggerisca la mappa.

Chi non ha l’auto può comunque muoversi: la stazione di Asti è un buon punto di partenza per il Monferrato, mentre Alba funge da hub per le Langhe e il Roero, con collegamenti bus locali verso i borghi principali, utili soprattutto nei mesi estivi, quando molte cantine organizzano navette dedicate agli eventi.

Per chi ama la bicicletta, esiste una rete di percorsi cicloturistici che collega diversi borghi tra Langhe e Roero, pensata apposta per chi vuole vivere il paesaggio a un ritmo diverso da quello dell’auto, un dettaglio che vale la pena scoprire se il viaggio non ha fretta.

I punti panoramici che (quasi) nessuno segnala

Le guide più diffuse elencano sempre gli stessi belvedere, spesso affollati proprio perché troppo pubblicizzati. Esistono però punti di osservazione meno noti che offrono una prospettiva sui tre territori altrettanto, se non più, suggestiva.

Nel Monferrato, la sommità della Torre di Vignale, aperta al pubblico in alcuni periodi dell’anno, regala una vista a 360° sulle colline che raramente compare nei percorsi standard. Nel Roero, i sentieri che costeggiano le rocche sabbiose vicino a Monteu Roero offrono un punto di vista sul paesaggio “a canyon” che è quasi ignoto ai turisti delle Langhe, distanti pochi chilometri in linea d’aria. Nelle Langhe stesse, invece di puntare al solito belvedere di La Morra, vale la pena raggiungere la piccola frazione di Santa Maria, meno frequentata ma con un’inquadratura sulla Langa del Barolo altrettanto suggestiva, soprattutto al tramonto.

Questi luoghi non richiedono ingressi o prenotazioni: bastano poche informazioni giuste, che spesso mancano proprio nelle guide più generaliste.

Un dettaglio che in pochi notano

Il riconoscimento UNESCO non copre l’intero territorio geografico di Langhe, Monferrato e Roero, ma sei aree specifiche selezionate per il loro valore paesaggistico e storico, tra cui il paesaggio del Barolo, quello del Barbaresco, e la zona del Monferrato degli Infernot (le cantine scavate nella pietra da cantone, uniche nel loro genere). Sapere quali sono queste aree aiuta a orientare meglio un itinerario, evitando di perdersi punti che meritano davvero la deviazione.

Dove iniziare, se hai solo un weekend

Se il tempo è limitato, la scelta più equilibrata è concentrarsi su un solo territorio invece di provare a vederli tutti e tre di corsa. Le Langhe restano la scelta più “sicura” per chi visita per la prima volta il Piemonte enogastronomico, mentre Monferrato e Roero premiano chi cerca un’esperienza più autentica e meno turistica.

Nei prossimi articoli racconteremo ciascuno di questi tre territori nel dettaglio, con itinerari, borghi da non perdere e i vini che li rappresentano; perché Langhe, Monferrato e Roero, anche se spesso citati insieme, meritano di essere scoperti uno alla volta.

di Martina Prigione

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