Dolci tipici del Monferrato: il viaggio goloso tra krumiri, amaretti e vini da dessert
Quando si parla di Monferrato, il pensiero corre subito alla Barbera, al Grignolino e ai paesaggi vitivinicoli riconosciuti dall'UNESCO. Eppure queste colline custodiscono anche una tradizione dolciaria sorprendente. I dolci tipici del Monferrato nascono in botteghe storiche, legate a re, liquori dimenticati e storie d'amore settecentesche. Sono specialità che portano il nome di un paese e che, fuori da qui, è difficile trovare autentiche. In questo viaggio scopriremo biscotti, amaretti e due vini rossi dolci di rara personalità. Ognuno racconta un angolo diverso del territorio, dal Casalese all'Acquese.
I krumiri di Casale Monferrato, i biscotti nati per un re
La prima tappa tra i dolci tipici del Monferrato è a Casale, l'antica capitale del Monferrato. Qui, nel 1878, il pasticciere Domenico Rossi inventò i krumiri. Secondo la tradizione, il nome deriva da un liquore allora di moda in città, il krumiro, che Rossi beveva con gli amici al Caffè della Concordia. Una sera li invitò nel suo laboratorio e sfornò i primi biscotti.
La forma dei krumiri e i baffi di Vittorio Emanuele II
Il 1878 è anche l'anno della morte di Vittorio Emanuele II. Per questo la forma ricurva dei krumiri di Casale Monferrato richiama i celebri baffi a manubrio del re. Il successo fu rapido: nel 1884 Rossi ottenne una medaglia di bronzo all'Esposizione Universale di Torino. Nel 1890, inoltre, il sindaco di Casale ne certificò ufficialmente la paternità.
La ricetta dei krumiri, semplice e custodita
La ricetta originale dei krumiri prevede pochi ingredienti: farina, uova, burro, zucchero e vaniglia. Dal 1953 la produzione storica è affidata alla famiglia Portinaro, nel laboratorio di via Lanza. Oggi i krumiri sono prodotto De.Co. e figurano tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali piemontesi. Ma il viaggio tra i dolci tipici del Monferrato continua verso sud, dove le mandorle diventano protagoniste.
Gli amaretti di Mombaruzzo, una storia d'amore alla corte dei Savoia
Mombaruzzo, piccolo borgo dell'astigiano al confine con l'Alto Monferrato, è il paese degli amaretti. La loro storia risale alla fine del Settecento. Francesco Moriondo, economo presso la corte sabauda alla Venaria, si innamorò di una giovane pasticcera siciliana. Tornati a Mombaruzzo, i due aprirono una piccola pasticceria e diedero vita a uno dei dolci tipici del Monferrato più amati.
Il segreto degli amaretti di Mombaruzzo: le armelline
Cosa distingue gli amaretti di Mombaruzzo dagli amaretti secchi più diffusi? Prima di tutto la consistenza morbida. L'impasto non contiene farina ed è fatto solo di zucchero, albume, mandorle e armelline, cioè i semi del nocciolo di albicocca. Proprio le armelline donano la tipica nota amarognola. Si racconta che i compaesani, assaggiandoli, esclamassero che erano buoni ma «un poc amaret». Da qui il nome. Oggi sono un Prodotto Agroalimentare Tradizionale e la ricetta resta un segreto di famiglia. Restava però da capire con cosa accompagnarli.
Il Brachetto d'Acqui DOCG, il rosso aromatico dell'Alto Monferrato
Nessun viaggio tra i dolci tipici del Monferrato è completo senza un calice di Brachetto d'Acqui. Questo vino rosso aromatico è DOC dal 1969 e DOCG dal 1996. Nasce in 26 comuni tra le province di Asti e Alessandria, con Acqui Terme come cuore storico, fino a una parte del territorio di Nizza Monferrato. Curiosamente, tra questi comuni c'è anche Mombaruzzo.
Le tipologie del Brachetto d'Acqui e gli abbinamenti
Il disciplinare del Brachetto d'Acqui prevede le versioni rosso, spumante e passito. Profumato e fruttato, accompagna bene la pasticceria secca e le crostate di frutta. È il compagno naturale dei dolci tipici del Monferrato, ma il territorio riserva una sorpresa a chi cerca qualcosa di ancora più raro.
La Malvasia di Casorzo DOC, un rosso dolce per pochi
Tra Asti e Casale si incontra la Malvasia di Casorzo, DOC dal 1968. La zona di produzione è minuscola: Casorzo, Grana e Grazzano Badoglio nell'astigiano, Vignale Monferrato, Altavilla, Ottiglio e Olivola nel casalese. Il vitigno è una rara Malvasia a bacca nera, che deve costituire almeno il 90% del vino. Tra i dolci tipici del Monferrato, è forse il segreto meglio custodito.
Profumi e versioni della Malvasia di Casorzo
La Malvasia di Casorzo regala un rosso dolce e aromatico, con note di rosa, pesca, albicocca e lampone. Si trova nelle versioni ferma, spumante e passita. Servita fresca, è perfetta con i krumiri e con le torte di nocciole. A questo punto manca solo il percorso per assaggiare tutto.
Itinerario dei dolci tipici del Monferrato: da Casale ad Acqui Terme
Per vivere questo viaggio goloso basta una giornata, ma due sono meglio. Si parte da Casale Monferrato, con una sosta nella bottega storica dei krumiri. Si prosegue verso Casorzo, tra i vigneti della Malvasia. Poi si scende a Mombaruzzo per gli amaretti e si conclude ad Acqui Terme, con un calice di Brachetto davanti alla fontana della Bollente. In poche ore si attraversano Casalese, Astigiano e Alto Monferrato. Così i dolci tipici del Monferrato diventano, prima di tutto, un modo per raccontare il territorio.
| Prodotto | Dove | Origine | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Krumiri | Casale Monferrato (AL) | 1878 | Forma dei baffi del re, PAT e De.Co. |
| Malvasia di Casorzo | Casorzo e altri 6 comuni (AT-AL) | DOC 1968 | Rosso dolce, anche spumante e passito |
| Amaretti di Mombaruzzo | Mombaruzzo (AT) | Fine Settecento | Morbidi, con armelline, senza farina |
| Brachetto d'Acqui | Acqui Terme e 26 comuni (AT-AL) | DOCG 1996 | Rosso aromatico, anche spumante e passito |
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di Martina Prigione
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